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Mates

È certificato, questo è un:

martedì, gennaio 30, 2007

Credere in qualcosa

al week end sono stato in Tasmania, la terra resa famosa dalla Looney Tunes grazie al personaggio dei cartoni animati.
La Tasmania fino al 1856 era conosciuta con il nome di Terra di Van Diemens, nome del finanziatore della spedizione di Abel Tasman, che nel 1642 approdò per primo sull'isola: ma gli inglesi decisero di cambiarvi nome, per cancellare la cattiva della nomea che aveva raggiunto e dal finanziatore tornarono allo scopritore. Infatti la colonia era la “prigione della prigione”, cioè ospitava il penitenziario per i criminali che commettevano ulteriori crimini dopo aver scontato la propria pena in Australia.
Il penitenziario più famoso era a Port Arthur, sulla penisola di Tasman, dalla quale non c'era via di fuga, mari gelidi sempre in tempesta ed impestati da squali e un istmo strettissimo (ammetto che ho scritto tutto il post solo per poter scrivere la parola “istmo”, ammetto) sorvegliato dalla “dog line”, nel senso letterale, una serie di cani da guardia incatenati sulla strettoia.
Il penitenziario è stato dismesso dal 1877, ma le rovine dei caseggiati rimangono ancora lì, come splendide cattedrali irlandesi nel verde e nella nebbia, a ricordare ai turisti cosa era la colonia penale più dura della corona britannica.
Port Arthur non era solo un penitenziario duro e terribile, era anche un esperimento, uno dei primi al mondo di riabilitare i carcerati, invece di chiuderli dentro una cella e semmai dopo un certo numero di anni ributtarli fuori, e sperare che si comportassero normalmente. I carcerati di Port Arthur erano sottoposti alla disciplina del lavoro, della preghiera e dell'istruzione. Venivano costruite fabbriche, abitazioni e chiese, inni al dio denaro, al progresso e a Dio, quello vero, quello del triangolo e delle preghiere.
In questo il penitenziario era diverso da tutti gli altri, era guidato da una convinzione, la convinzione che si potesse creare qualcosa, che si potessero cambiare gli uomini e renderli migliori. Un senso di ottuso ottimismo, guidava le persone che per il bene dei carcerati, impartivano frustate e punizioni a pane e acqua, un senso di giustizia naïf, certo, ma a modo suo, illuminato, così distante dagli esempi odierni di Gitmo o di Abu Gharb che fa a pugni con la storia, che mi ha fatto guardare alle rovine della chiesa di Port Arthur con un occhio disilluso e triste, passano gli anni, l'uomo non impara niente.
La gente che guidava il penitenziario credeva nell'uomo, nella sterlina e in Dio, e per essi costruiva, o meglio faceva costruire. Al giorno d'oggi costruiamo solo per il dio denaro, l'unica cosa di grandioso che si costruisce sono i centri commerciale e le chiese sono sempre più simili a dei deliri di un architetto in overdose che ai monumenti sontuosi che venivano costruiti quando al centro della vita c'era qualcosa di più del profitto.
messo da: Dedee alle ore 23:39 | link | commenti (6)
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lunedì, giugno 05, 2006

Uè Mambo!

Adoro gli italiani in vacanza, non certo quanto i russi, ai quali dedicai un post al ritorno dalle Maldive l'anno scorso, ma ci siamo vicini.

Gli italiani in vacanza, in qualunque parte del mondo siano, non sanno parlare la lingua del posto, persino in Ticino, il solo fatto di aver oltrepassato il confine li rende ebeti.

Gli italiani in vacanza non resistono alla tentazione di ordinare la pasta in un ristorante di New York, salvo poi lamentarsi che è scotta.

Gli italiani in vacanza parlano dieci decibel più forte di tutti gli altri, anche dei venditori di pesce magrebbini.

Gli italiani in vacanza si riconoscono sempre dai vestiti, dallo zainetto invicta e dalle scarpe.

Gli italiani in vacanza quando incontrano altri italiani si odiano, cercano di non farsi riconoscere, se possono scompaiono.

nella foto: tram a New York, interno con truzza.

messo da: Dedee alle ore 18:46 | link | commenti (17)
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venerdì, maggio 26, 2006

Odi et America

Gli americani sono la TV di quando ero piccolo, sono Arnold e il Signor Drummond, sono Fonzie, Ralph Supermaxieroe, Mork e il generale Lee.
Gli americani sono le partite in TV, sono Larry Bird che sbaglia un canestro decisivo negli ultimi 2 secondi di gara 4 e serve la vittoria ai Lakers nella gara successiva, sono Joe Montana che rimonta un Superbowl giocando no-huddle come e megio di Boomer Esiason.
Gli americani sono tutti i film con Michael J. Fox, Steve Martin, John Belushi, Darryl Hanna.
Gli americani sono i Simpson o Jay Leno
Gli americani sono Kurt Cobain e Bruce Springsteen
Gli americani sono quelli che votano Bush, che mettono mille bandiere dappertutto, che cantano l'inno cosí , tanto per fare, perche' e' abitudine, che mangiano gli hamburger e vanno in palestra con l'ascensore prima di stare mezzora sullo stepper, che scelgono per tutto il mondo, perche' loro sono tutto il mondo.
Gli americani sono god bless america, in god we trust, world champions.
Rinchiudere gli americani in una categoria non é semplice, si rischia di far torto a qualcuno. Ci sono troppe contraddizioni, troppi contrasti, l'America mi va stretta dal primo momento, quando devo stare in coda con un mano un modulo dove ho affermato che non sono qui per commettere un attentato, cosa ci avrá scritto sopra Al Zarqawi? Una sua falsa testimonianza é stata presa in considerazione durante il processo? O é stato onesto e ha marcato sí, solo che le domande sono talmente cretine che non le leggono neanche i solerti controllori? Quelli che non accettano che noi si sia qui per avere dei meeting, che ci chiedono se sono delle discussions, e chi fornirá informazioni a chi, come se noi che veniamo dall'Australia per fare delle riunioni non fossimo capaci di spiegare qualcosa ai colleghi americani.
messo da: Dedee alle ore 05:40 | link | commenti (11)
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martedì, maggio 23, 2006

Torna a casa lesso

Una bella parola, casa, semplice, in quasi tutte le lingue: home, Haus, Дома, maison... parola semplice, ma concetto complicato, almeno per me. Giá perché é facile da dire: " tu ci lasci qui, e te ne vai, dici che non hai radici, ma non pensi a noi" Giá, non penso a voi, si sa, sono stronzo... Se penso a un concetto di casa, mi vengono in mente tante immagini, che si sovrappongono, che si mischiano. Sono sempre stato portato a viaggiare, nel vero senso della parola, a partire e ad andare da qualche parte, per un messe, un anno, un lustro, chi lo sapeva mai. Partire é sempre stato normale per me, come arrivare, punti fermi pochi, ma importanti.
In alcuni miei sogni ricorrono tre case, una é basata sull'appartamento dove vivevo a Boccadasse con i miei genitori da piccolo, almeno il portone é quello, poi l'interno si mischia un po' con casa di mia nonna a Nervi e con delle immagini che non so proprio ricondurre ad alcunché, molto scarno, con mobili stile anni '70, rossi. La seconda casa ha due piani, é simile alla casa di Isolano dei miei nonni, c'é molto legno, una scaletta per andare al piano di sopra, molti soprammobili e ninnoli sparsi in giro. La terza casa é una chiara rivisitazione del mio appartamento di via Pagano Doria, solo che ha un ingresso molto piú grande, luminoso e delle stanze in piú, il colore dei mobili é prevalentemente nero, come nell'originale.
In queste case non c'é mai nessuno, al di fuori di me. E io ci sto bene, mi sento al sicuro, ma ci rimango per poco, il sogno mi porta sempre da qualche altra parte, come la vita.
Sabato sono tornato a Nürtingen, dopo poco tempo, sono andato a casa di Oskar e Karla, la mia, la nostra ormai é di un'altra persona, non avrebbe avuto senso andarla a vedere. E le strade erano quelle di casa, le faccie, le macchine, l'aria era quella di casa, almeno di una casa.
Cosí come tornare a Genova, o andare a trovare i mie a Dubai, arrivare a Boccadasse scendendo dalla Chiesa, o pensare alle strade che percorsi tempo fa, verso altre case. Come adesso sara' tornare a casa percorrere la Ring Road, uscire a Kororoit Creek Street ed arrivare ad Altona.
Sí é vero, me ne vado sempre, mi adatto a vivere in modi diversi a guardare cieli nuovi, parlare lingue diverse, mangiare, vivere, essere altrove, parto per poter poi tornare e apprezzare ogni piccola cosa, che, quando l'hai sotto gli occhi tutti i giorni, neanche vedi.
messo da: Dedee alle ore 23:49 | link | commenti (2)
nello scaffale: travel, dedee uncut
sabato, maggio 20, 2006

ping pong

Il  bello dell'essere in giro per lavoro e' che ti fanno girare in business class, il cio' comporta che voli molto ma moolto piu' comodo, ceh ti rimpinzano come un tacchino e che ti ubriachi costantemente ad ogni decollo, che te ne puoi andare nella business luonge a mangiare e bere a gratis e a girare in internetto a gratise. Il brutto e' ceh appena arrivi da qualche parte , devi salire su un taxi e andare in un ufficio a fare lo splendido in una riunione.

L'altro ieri ho fatto la figura del cugino d'Australia che arriva all'improviso e che non si sa come accomodare. Per fortuna gli svedesi sono troppo cortesi per mandarti a cagare, quindi mi hanno organizzato lo stesso qualcuno con cui fare due chiacchere, ma non e' colpa mia se il giorno extra me lo hanno affibbiato all'ultimo minuto... Ieri invece era tutto organizzato, e quindi riunione fino alle 5, poi cazzeggio per la citta', cena e nanna.

Goteborg (pronunciasi "giotebori") non e' una citta' bellissima, per usare un eufemismo, alcuni bei palazzi e qualche bello scorcio, ma in definitiva, non mi pare la citta' ideale per un week end. Le svedesi non sono tutte alte bionde e stragnocche, ma a volte bisogna proprio stare attenti a non andare a sbattere contro un muro...

Stamattina, prima di venire all'aeroporto, dal quale sto scrivendo, ho fatto un giro nei dintorni, Marienstrand o un nome simile, gran bel posto sul mare con un castello, le casette di legno e barche a vela. Come nei poster ceh vendono all'IKEA (a proposito, ne ho vista una, enorme).

messo da: Dedee alle ore 20:19 | link | commenti (9)
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martedì, maggio 16, 2006

My friend went to London and all...

... I got is this shitty post!
Siamo atterrati a Londra Sabato pomeriggio, verso le 3, ma potrebbe essere stata qualsiasi ora di qualsiasi giorno. Arrivati in hotel ho optato per la scelta salultista e mi sono fatto una corsetta in palestra su quegli stupidi tapis roulant, ma almeno è servita a tenermi sveglio. Per cena siamo andati a Soho in un tipico locale londinese "Malaysian Thai Cousine".
Domenica invece giro per la città da turisti, con il bus rosso a due piani e la guida che ti dice dove guardare, quando e perchè, non mi piace molto il concetto, ma è stata una soluzione più che valida.
London Eye, Shakespeare's Globe e National Gallery. Poi cena in un pub, questa volta veramente tipico inglese. Ieri purtroppo si è incominciato a lavorare... managgia a muorte!
messo da: Dedee alle ore 16:16 | link | commenti (4)
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sabato, maggio 13, 2006

Pronti, via, prima tappa

Lo so ceh il giro e' gia' iniziato, ma il mio parte oggi, cosi', eccomi alla prima tappa, stop over soltanto, Singapore. Tra 2 ore si riparte destinazione Londra, un saluto veloce e vado a dare un'occhiata al duty free se trovo una macchina fotografica per rimpiazzare la vetusta 2 Mpixel...

Ah, dimenticavo, il volo in business class della Sinagapore Airlines: ok, ma mi aspettavo meglio, in compenso la lounge e' una figata. Bisogna solo stare attenti a non incorrere in una delle migliaia di contravvenzioni che ci sono qui, tipo masticare una gomma...

messo da: Dedee alle ore 08:47 | link | commenti (6)
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lunedì, marzo 27, 2006

TRASLOCO e MOMENTO MISTERIOSO

Cari amici, sono pronto, al trasloco, non so quando avrò modo di ritornare in rete, mi auguro che le potenti reti di telecomunicazione australiani mi facciano trovare una connessione ADSL libera e gratuita, perchè prima che abbia un appartamento e una linea telefonica passerà un po' di tempo....

nella foto Dedee, coadiuvato da gentili vicine di casa e spasimanti varie, in direzione del moo ponte Günter Doria da dove partirà il piroscafo per Australia:



Vi propongo anche un altro meraviglioso autoscatto per il momento misterioso:

Concorso Numero 2

In quale momento misterioso è stato colto Dedee da questo autoscatto?



a) mentre riflette sulle migliaia di cose utili che potrebbe fare in questo momento, invece di cazzeggiare
b) mentre
fa finta di riflettere sulle migliaia di cose utili che potrebbe fare in questo momento, invece di cazzeggiare, ma in realtà dorme
c)
mentre non riflette sulle migliaia di cose utili che potrebbe fare in questo momento, invece di cazzeggiare, ma escogita altri modi per fregare alle elezioni
d
) mentre riflette sulle migliaia di cose inutili che potrebbe fare in questo momento, invece di cazzeggiare
e)
mentre riflette sulle migliaia di cose utili che potrebbe fare in questo momento, invece di cazzeggiare, ma non gliene importa, perchè è sicuro di formare un esercito di ben straordinario calibro!


partecipate numerosi, ricchi premi e cotilons!

Aggiornamento:

poichè la British Airways ha cancellato il  mio volo delle ore 7:00, partenza spostata alle ore 18:40... certo, fa piacere che ti avvertano prima, ma quando ti chiamano alle 2:21 di notte non fai proprio i salti di gioia!! E perdippiù arriverò giovedì mattina invece di mercoledì sera, quindi una notte persa...
Aggiornando il concorso:
g)
mentre riflette sulle migliaia di bestemmie che hanno accompagnato lo spostamento del volo!

p.s. grazie per i commenti e gli auguri


messo da: Dedee alle ore 15:04 | link | commenti (16)
nello scaffale: concorso, travel, dedee uncut
lunedì, dicembre 19, 2005

Belinoni!

Non è certo per vedere la mia prima partita di Serie C1 che mi sono fatto il trasfertone più insensato della mia storia, ma la coincidenza fa l’uomo ladro, no quella è l’occasione, vabbè la coincidenza farà pur qualcosa pure lei!

Comunque fatto sta che alle 8 di Domenica mattina dopo aver grattato via il ghiaccio dalla macchina parto per l’aeroporto, alle 9:40 decollo tra la nevicata per Bologna e dopo circa 40 minuti di volo atterro in una splendida mattinata emiliana. Diretto alla Hertz e poi via verso Terme Euganee, dove mi aspettano il Panzon, Hardla e Spassky. Saluti e convenevoli e poi via verso Cittadella. Sul percorso facciamo amicizia con un savonese rossoblu che ci segue come un’ombra alla disperata ricerca dello stadio, si fa anche le inversioni fantasia che faccio io rischiando un migliaio di punti della patente, e poi non si accorge che passiamo affianco allo stadio. Ok, lo stadio è un po’ più grande del Carlini, ma di poco. Una tribuna e una curva in cemento dove si assiepano i temibili e facinorosi 600 tifosi del Cittadella e una tribuna in tubi innocenti dove vengono fatti “accomodare” i rossoblu. L’amico savonese non ha neppure il biglietto, ci segue pure in paese e per depistarlo dobbiamo fare un fintone che neanche De Vezze e entrare nella birreria più brutta del Veneto Occidentale. Il centro di Cittadella è affollato, c’è il mercatino delle pulci, resistiamo alla tentazione di comprarci un orologio a pendola e un elmetto della Wehrmacht (sarebbe stato difficile farli passare ai cancelli). I 3 pullman di genoani si riversano come le mosche sullo zucchero su uno stand che vende la caipirinha a due euri. Due euri, belin!

Pranziamo inconsapevolmente nel covo degli ultras del Cittadella, una tipica birreria bavarese (!). Lagavullin a 4 euri, e caffè omaggio della casa.

La partita è un pianto. Io non conosco nessun calciatore a parte Caccia e Lamacchi, il primo si impegna un po’, ma è afflitto dal mal di schiena, e per farcelo capire meglio, ogni volta che cicca un pallone, si tocca la schiena, in media una volta ogni 3 minuti; il secondo non ce l’ha manco per il cazzo di giocare, scostante. Chiedo ogni tanto a Spassky di dirmi i nomi dei beniamini, ma nonostante la sua tessera di gradinata nord Pablo non è molto d’aiuto.

Il capopopolo dirige i cori per provare a svegliare i calciatori, ma l’unico che andrebbe bene non ci riesce benissimo, dovremmo fare tutti drinnn in coro. Ma il nostro duce ci incita e ci sprona a continuare, con melodie che al mio leggendario orecchio musicale sembrano tutte uguali. Inutile, il risultato di uno a uno sembra andar bene. A fine partita un po’ di sfotto ai calciatori, qualche triste accenno di esultanza alla (falsa) notizia del pareggio del Padova a Spezia. E poi via.

Sulla strada del ritorno facciamo amicizia con un simpatico vecchietto che vuole a tutti i costi passare sul cofano della Fiesta e poi ci mostra la sua manicure per finire con lamentela dal vigile e uscita dalla macchina alla gion uein.

Poi si riaccompagnano Hardla e Spassky alla macchina e si va con Matte a fare il giro dei bar e poi al ristorante. La parte sicuramente più avvincente della trasferta, Refosco batte Spritz 3 a 1, bella prestazione del Merlot e del passito, da rivedere la grappa.
Ripartenza stamattina, atterraggio a mezzogiorno e mezzo e poi a casa, l'hangover ha vinto sulla voglia di andare a lavorare a tavolino, non si sono presentati gli avversari!

messo da: Dedee alle ore 15:16 | link | commenti (18)
nello scaffale: travel
venerdì, novembre 25, 2005

che non si dica mai....

No, che poi si spargono delle brutte voci su noi zeneisi....
De... tirchiaccio, le foto sono piccine, non si vedono bene le bestiacce!!!

Alla faccia di Aqualung, mo vi beccate 'sto lucertolone in tutto il suo splendore!



tanto c'avete tutti la connessione super-mega figa velocissima....

tiè!



messo da: Dedee alle ore 22:15 | link | commenti (7)
nello scaffale: travel