Adoro gli italiani in vacanza, non certo quanto i russi, ai quali dedicai un post al ritorno dalle Maldive l'anno scorso, ma ci siamo vicini.
Gli italiani in vacanza, in qualunque parte del mondo siano, non sanno parlare la lingua del posto, persino in Ticino, il solo fatto di aver oltrepassato il confine li rende ebeti.
Gli italiani in vacanza non resistono alla tentazione di ordinare la pasta in un ristorante di New York, salvo poi lamentarsi che è scotta.
Gli italiani in vacanza parlano dieci decibel più forte di tutti gli altri, anche dei venditori di pesce magrebbini.
Gli italiani in vacanza si riconoscono sempre dai vestiti, dallo zainetto invicta e dalle scarpe.
Gli italiani in vacanza quando incontrano altri italiani si odiano, cercano di non farsi riconoscere, se possono scompaiono.

nella foto: tram a New York, interno con truzza.
Gli americani sono la TV di quando ero piccolo, sono Arnold e il Signor Drummond, sono Fonzie, Ralph Supermaxieroe, Mork e il generale Lee. Il bello dell'essere in giro per lavoro e' che ti fanno girare in business class, il cio' comporta che voli molto ma moolto piu' comodo, ceh ti rimpinzano come un tacchino e che ti ubriachi costantemente ad ogni decollo, che te ne puoi andare nella business luonge a mangiare e bere a gratis e a girare in internetto a gratise. Il brutto e' ceh appena arrivi da qualche parte , devi salire su un taxi e andare in un ufficio a fare lo splendido in una riunione.
L'altro ieri ho fatto la figura del cugino d'Australia che arriva all'improviso e che non si sa come accomodare. Per fortuna gli svedesi sono troppo cortesi per mandarti a cagare, quindi mi hanno organizzato lo stesso qualcuno con cui fare due chiacchere, ma non e' colpa mia se il giorno extra me lo hanno affibbiato all'ultimo minuto... Ieri invece era tutto organizzato, e quindi riunione fino alle 5, poi cazzeggio per la citta', cena e nanna.
Goteborg (pronunciasi "giotebori") non e' una citta' bellissima, per usare un eufemismo, alcuni bei palazzi e qualche bello scorcio, ma in definitiva, non mi pare la citta' ideale per un week end. Le svedesi non sono tutte alte bionde e stragnocche, ma a volte bisogna proprio stare attenti a non andare a sbattere contro un muro...
Stamattina, prima di venire all'aeroporto, dal quale sto scrivendo, ho fatto un giro nei dintorni, Marienstrand o un nome simile, gran bel posto sul mare con un castello, le casette di legno e barche a vela. Come nei poster ceh vendono all'IKEA (a proposito, ne ho vista una, enorme).
Domenica invece giro per la città da turisti, con il bus rosso a due piani e la guida che ti dice dove guardare, quando e perchè, non mi piace molto il concetto, ma è stata una soluzione più che valida.Lo so ceh il giro e' gia' iniziato, ma il mio parte oggi, cosi', eccomi alla prima tappa, stop over soltanto, Singapore. Tra 2 ore si riparte destinazione Londra, un saluto veloce e vado a dare un'occhiata al duty free se trovo una macchina fotografica per rimpiazzare la vetusta 2 Mpixel...
Ah, dimenticavo, il volo in business class della Sinagapore Airlines: ok, ma mi aspettavo meglio, in compenso la lounge e' una figata. Bisogna solo stare attenti a non incorrere in una delle migliaia di contravvenzioni che ci sono qui, tipo masticare una gomma...


Non è certo per vedere la mia prima partita di Serie C1 che mi sono fatto il trasfertone più insensato della mia storia, ma la coincidenza fa l’uomo ladro, no quella è l’occasione, vabbè la coincidenza farà pur qualcosa pure lei!
Comunque fatto sta che alle 8 di Domenica mattina dopo aver grattato via il ghiaccio dalla macchina parto per l’aeroporto, alle 9:40 decollo tra la nevicata per Bologna e dopo circa 40 minuti di volo atterro in una splendida mattinata emiliana. Diretto alla Hertz e poi via verso Terme Euganee, dove mi aspettano il Panzon, Hardla e Spassky. Saluti e convenevoli e poi via verso Cittadella. Sul percorso facciamo amicizia con un savonese rossoblu che ci segue come un’ombra alla disperata ricerca dello stadio, si fa anche le inversioni fantasia che faccio io rischiando un migliaio di punti della patente, e poi non si accorge che passiamo affianco allo stadio. Ok, lo stadio è un po’ più grande del Carlini, ma di poco. Una tribuna e una curva in cemento dove si assiepano i temibili e facinorosi 600 tifosi del Cittadella e una tribuna in tubi innocenti dove vengono fatti “accomodare” i rossoblu. L’amico savonese non ha neppure il biglietto, ci segue pure in paese e per depistarlo dobbiamo fare un fintone che neanche De Vezze e entrare nella birreria più brutta del Veneto Occidentale. Il centro di Cittadella è affollato, c’è il mercatino delle pulci, resistiamo alla tentazione di comprarci un orologio a pendola e un elmetto della Wehrmacht (sarebbe stato difficile farli passare ai cancelli). I 3 pullman di genoani si riversano come le mosche sullo zucchero su uno stand che vende la caipirinha a due euri. Due euri, belin!
Pranziamo inconsapevolmente nel covo degli ultras del Cittadella, una tipica birreria bavarese (!). Lagavullin a 4 euri, e caffè omaggio della casa.
La partita è un pianto. Io non conosco nessun calciatore a parte Caccia e Lamacchi, il primo si impegna un po’, ma è afflitto dal mal di schiena, e per farcelo capire meglio, ogni volta che cicca un pallone, si tocca la schiena, in media una volta ogni 3 minuti; il secondo non ce l’ha manco per il cazzo di giocare, scostante. Chiedo ogni tanto a Spassky di dirmi i nomi dei beniamini, ma nonostante la sua tessera di gradinata nord Pablo non è molto d’aiuto.
Il capopopolo dirige i cori per provare a svegliare i calciatori, ma l’unico che andrebbe bene non ci riesce benissimo, dovremmo fare tutti drinnn in coro. Ma il nostro duce ci incita e ci sprona a continuare, con melodie che al mio leggendario orecchio musicale sembrano tutte uguali. Inutile, il risultato di uno a uno sembra andar bene. A fine partita un po’ di sfotto ai calciatori, qualche triste accenno di esultanza alla (falsa) notizia del pareggio del Padova a Spezia. E poi via.
Sulla strada del ritorno facciamo amicizia con un simpatico vecchietto che vuole a tutti i costi passare sul cofano della Fiesta e poi ci mostra la sua manicure per finire con lamentela dal vigile e uscita dalla macchina alla gion uein.
Poi si riaccompagnano Hardla e Spassky alla macchina e si va con Matte a fare il giro dei bar e poi al ristorante. La parte sicuramente più avvincente della trasferta, Refosco batte Spritz 3 a 1, bella prestazione del Merlot e del passito, da rivedere la grappa.
Ripartenza stamattina, atterraggio a mezzogiorno e mezzo e poi a casa, l'hangover ha vinto sulla voglia di andare a lavorare a tavolino, non si sono presentati gli avversari!
