Wagner era una persona schiva, che amava l’insuccesso e si incazzò parecchio quando scoprì che un gruppo sempre crescente di persone andava alle sue opere e le apprezzava, lo raccontava in giro e faceva pure degli adepti, dire fan è sbagliato, i wagneriani sono una setta, peggio degli amish o dei genoani, un misto di masochismo e di amore incondizionato, credenza ed amore cieco. Terribilmente a disagio per questo Wagner iniziò a sottoporre i propri adepti a vere e proprie torture: un’opera doveva durare almeno 5 ore, e se non era abbastanza lunga, allora lui la faceva eseguire in un atto unico, tre ore. Ma nonostante questo, gli adepti aumentavano, aumentavano. Allora il buon caro Richard, non potendo ancora concretizzare le idee a lui care di sterminio e purificazione della razza, decise di creare un ciclo lungo, lungo e pallosissimo, basato sulla mitologia germanica, pieno zeppo di personaggi dai nomi incasinatissimi, e così in soli 25 anni di lavoro scrisse e compose il “RING” (crussshhh).
Il “RING” (crussshhh) è un ciclo di 4 opere che costruiscono un unico racconto, una telenovela dell’opera lirica. Per essere apprezzato (!) dev’essere visto in una settimana, al massimo. (l’idea originale di incatenare gli spettatori per 3 giorni ai seggiolini, con grande rammarico di Wagner, non ottenne successo)
Eccomi, impavido pronto ad affrontare il “RING” (crussshhh)
Ieri sera la prima opera:Ovviamente la trama l’avevo già sbirciata prima, se no mi sarei incasinato alla prima scena. La trama è bella e avvincete, con molta azione e dramma, si prestava a numerose messe in scena. L’opera inizia con le custodi dell’oro del Reno (dai piacevoli nomi di Woglinde, Wellgunde e Flosshile) che per scherno seducono il nano Alberich, il quale adirato per l’inganno e lo scherno subito decide di rifarsi rubando l’oro del Reno, fondendolo e facendosi un anello che lo rende onnipotente. Fine della prima scena. Commento, se fai custodire il tuo oro a tre celebrolese, sono cazzi tuoi se poi te lo rubano!
Seconda scena, una scena tipica della mitologia, Wotan, (il Giove germanico) litiga con Fricka (la Giunone germanica), l’oggetto del contendere, è un’inezia, Wotan ha promesso in pagamento ai due “palazzinari” Fasolt e Fafner (nome da venditori di tappeti marocchini….) che hanno costruito il castello degli Dei (Valalla), Freia, dea della giovinezza, nonché sorella di Fricka, che se l’è presa un po’. Wotan riesce a rigirare la frittata e promette ai giganti l’oro del Reno, ignaro del furto di Albericht (all’epoca la CNN non c’era ancora). Merda, e chi glielo dice ora a Fricka e a Freia? Soluzione di compromesso, i due si tengono Freia finchè gli dei non tornano coll’oro (e qui i briganti della Barbagia hanno imparato qualcosa…).Commento, andare a chieder un prestito in banca sarebbe stato troppo semplice.
Terza scena, Wotan e Loge (Dio del Fuoco) si recano da Albricht per sottrargli l’oro. Con un trucco, riescono a fregare il nano, dopotutto sono Dei…. Eccheccazzo! Riportano l’oro, l’anello e un elmo magico nel loro olimpo e si preparano a pagare Fasolt e Fafner. Freia viene liberata e torna gioconda e giuliva dagli dei, lasciando i due giganti, i quali litigano su chi debba tenersi l’anello, e, nella migliore tradizione finisce a schifio, Fafner ammazza Fasolt, e si piglia l’anello.Commento, ma essendo Dei, non potevano creare dell'oro così dal nulla?
Scena quarta, gli Dei tutti contenti si dirigono verso il Valalla. Loge si attarda un po’ e ne approfitta per esternare i propri dubbi sull’operazione immobiliare condotta da Wotan, le custodi dell’oro del Reno, tanto per menarla un po’ ricordano a Wotan ceh ha perduto l’oro, ma egli, con spregio risponde che lo splendore del Valalla le ripagherà certamente dell’oro perduto, noblesse obliege. Commento, ma che ce frega, ma che c'emporta, tanto noi c'avemo el Valalla!
E stasera, le valchirie!