A Boccadasse c'erano due campi da calcio ufficiali per le sfide del borgo. Il primo era stato creato secondo le decennali regole del calcio all'americana, poteva talvolta trasformarsi in un campo per le partite con due portieri e veniva usato tutti i giorni per gli allenamenti: era il campo “dei socialisti”.
Sabato scorso stavo quasi quasi per partire per Adis Abeba.
Adis Abeba? Già.
Ero bravo bravo al check in dell'aereoporto di Dubai che attendevo in coda con pazienza quando dall'altro lato dei banconi ho visto una venere nera incredibile, la donna più bella del mondo, che stava facendo il check in a sua volta, svettava su tutti gli altri che le stavano attorno di una buona decina di centimetri, data la distanza non sono riuscito subito a capire quanto fosse alta, ma, escluso che fosse una fila di pigmeni, mi sono subito immaginato fosse sul metro e novanta. Incredibilmente bella, nera non scurissima, con i capelli lisciati, il volto decisamente interessante e un fisico che, a una sommaria valutazione da distante, già immaginai avrebbe potuto farmi a pezzetti.
Faccio il check in, mi sposto verso il controllo passaporti e non la vedo più, per consolarmi mi sono buttato a capo fitto nello shopping esentasse, il gene zeneise in pieno possesso del mio portafogli.
Dopo la birra all'irish pub, una tradizione delle mie soste solitarie all'aereoporto di Dubai, mi sono recato buono buono verso il mio gate. Ed eccola lì, in coda per li volo per Adis Abeba, da vicino, ancora più alta, ancora più statuaria, e lì in gene genovese è stato soppiantato dagli ormoni, che ringalluzziti dalla Kilkenny si sono instaurati in zona di comando.
Ovviamente potrei raccontare di come mi sia avvicinato a lei, le abbia fatto qualche domanda idiota, tanto per rompere il ghiaccio e di come, salito su un tripiede, l'avrei convinta a copulare lì subito, violentemente, in un angolo dell'aereoporto, ma vi risparmierò questi miei racconti, e mi soffermerò sulla mia riflessione sulle donne di colore, che, inutile negare, fanno sangue.
Mai stato con una donna nera, o se per questo neppure mai con una cinese o con una di Torino, non si tratta di razzismo, ma di opportunità, a Genova, inutile negarlo, la maggior parte si trova sui viali e spesso si tratta di kinder sorpresa... di ragazze di colore non ne ho mai conosciuta una, di ragazze di Torino sì, ma quella è un'altra storia.
Ricordo solo anni fa una ragazza incredibilmente bella, la donna più bella del mondo, che faceva atletica dove mi allenavo pure io (all'epoca ero nella squadra nazionale di tagliatelle al ragù), un corpo incredibile.
Ma non vi racconterò degli innumerevoli amplessi consumati tra gli spogliatoi e i ripostigli, del sesso selvaggiamente consumato ogni mercoledì e venerdì, no, vi racconterò di come il CIO purtroppo decise di assegnare le olimpiadi del 1996 ad Atlanta, che propose il baseball come sport dimostrativo e non a Ferrara, che invece proponeva la mia disciplina, le tagliatelle al ragù, appunto, e di come, deluso dallo strapotere della Coca Cola, la CNN e la Delta decisi di abbandonare la mia carriera quando era allo zenit, il gommone zenit.
Visitai Atlanta qualche anno fa e ne ebbi un'impressione così così, troppi mendicanti, il parco olimpico ridotto a una parodia di un passato remoto di ben nove anni, il sud degli usa.... ahh.... ma almeno mi regalarono un biglietto per andare a vedere il baseball, a caval donato non si guarda in bocca, ma anche se i geni zeneisi provavano a convincermi ad apprezzare la partita, non ci riuscii per nulla, ricordo solo quell'orribile organetto: ta ta ta ta ta!