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Mates

È certificato, questo è un:

venerdì, maggio 09, 2008

The "Granny state"...

Il Victoria è noto per essere il "granny state", dove tutto è regolato, protetto, sicuro... Per esempio l'autostrada che percorro ogni mattina ha tre corsie, una curva in 50 kilometri, ma c'è il limite a 100, a 103 km/h scatta la multa, ci saranno cinque o sei telecamere e non basta passarci sotto bravi bravi a 100, calcolano pure la media e quindi andare veloce è praticamente impossibile. Poco male, oramai mi sono disabituato a correre in macchina... Ma quando oggi in ufficio ho visto questo cartello, non mi sono potuto tirare indietro e, incurante dei divieti aziendali di scattare foto, eccovi qua, lo stato del Victoria che ci insegna a fare la pipì!



p.s. penso potrebbe venire utile a qualche gestore di locali su da voi in Europa... :-)

messo da: Dedee alle ore 18:34 | link | commenti (7)
nello scaffale: melbourne
mercoledì, febbraio 13, 2008

sorry

Riconoscere i propri errori non è semplice, più gli errori sono grossi, più è difficile.
Oggi il neo insediato governo australiano ha chiesto scusa agli aborigeni delle "generazioni rubate":
 
Today we honour the Indigenous peoples of this land, the oldest continuing cultures in human history.
 
We reflect on their past mistreatment.
 
We reflect in particular on the mistreatment of those who were stolen generations - this blemished chapter in our nation's history.
 
The time has now come for the nation to turn a new page in Australia's history by righting the wrongs of the past and so moving forward with confidence to the future.
 
We apologise for the laws and policies of successive Parliaments and governments that have inflicted profound grief, suffering and loss on these our fellow Australians.
 
We apologise especially for the removal of Aboriginal and Torres Strait Islander children from their families, their communities and their country.
 
For the pain, suffering and hurt of these stolen generations, their descendants and for their families left behind, we say sorry.
 
To the mothers and the fathers, the brothers and the sisters, for the breaking up of families and communities, we say sorry.
 
And for the indignity and degradation thus inflicted on a proud people and a proud culture, we say sorry.
 
We the Parliament of Australia respectfully request that this apology be received in the spirit in which it is offered as part of the healing of the nation.
 
For the future we take heart; resolving that this new page in the history of our great continent can now be written.
 
We today take this first step by acknowledging the past and laying claim to a future that embraces all Australians.
 
A future where this Parliament resolves that the injustices of the past must never, never happen again.
 
A future where we harness the determination of all Australians, Indigenous and non-Indigenous, to close the gap that lies between us in life expectancy, educational achievement and economic opportunity.
 
A future where we embrace the possibility of new solutions to enduring problems where old approaches have failed.
 
A future based on mutual respect, mutual resolve and mutual responsibility.
 
A future where all Australians, whatever their origins, are truly equal partners, with equal opportunities and with an equal stake in shaping the next chapter in the history of this great country, Australia.
 
Cosa sono le generazioni rubate?
Sono generazioni di aborigeni strappate alle loro famiglie e date in affidamento a famiglie bianche con l'intento di far crescere i bambini aborigeni come quelli bianchi. Una pratica che è stata in vigore fino alla fine degli anni '60, frutto di un positivismo ottocentesco che vedeva nell'integrazione forzata l'unica soluzione per il problema rappresentato dalla popolazione indigena.
Al giorno d'oggi è facile dire che tale pratica fosse barbara, crudele, sbagliata. Ma sono certo che molti che l'hanno propugnata l'abbiano fatto con le migliori intenzioni, migliaia di famiglie hanno accolto i bambini aborigini nelle loro case, gli hanno alelvati con e come i propri figli, per far loro del bene, non per fargli soffrire. Purtroppo questa pratica ha ottenuto l'effetto contrario e, invece di integrare gli aborigeni nella società bianca, ha creato generazioni di senza patria, non più aborigeni, mai bianchi.
Ora si chiede scusa, gesto che è stato richiesto a gran voce da tutte le comunità aborigene e mai concesso dai governi conservatori.
Si chjede di voltare pagina, di ricominciare.
Ma il problema resta, gli aborigeni sono una parte distaccata della società. A Melbourne in 2 anni ho visto, giuro, quattro aborigeni di numero. Essi non sono, non vogliono, non possono essere come noi.
Quale sarà il prossimo tentativo di costruire una società comune? Spero nessuno.
Non c'è bisogno di essere tutti uguali, non c'è bisogno di un'unico blob di Pepsi Cola, McDonalds, Britney Spears, calcio, sub-prime e greggio del mare del nord!
Chi non vuole restare qui, vada in collina. (finchè ce ne sono...)
messo da: Dedee alle ore 09:01 | link | commenti (6)
nello scaffale: melbourne
giovedì, dicembre 20, 2007



Come ormai tradizione, riassunto senzafiato più o meno cronologico dell'anno trascorso:
"Mia nonna al capodanno di Melbourne; Great Ocean Road con la famiglia,
come fossi bambino; Open di tennis, Campionati del Mondo di nuoto e il Gran Prix; io abbonato dei Bulldogs; divento zio; il giro del mondo, questavolta contromano;
gli amici che ci sono sempre, anche se non ci si vede; mai speso così tanti soldi per un taglio di capelli;
il Genoa in serie A, questa volta davvero;
la partita dell'ANZAC Day; Christmas in July;
Zena, anche se solo per un weekend, è sempre Zena; i Bulldogs non arrivano alle finali;
la Tasmania e Brisbane; Dubai di sorpresa per il compleanno della mamma; la nuova casa di Oli e Karla;
 il Nepal e l'India, je possino; aperitivo ai monumento, tenere in braccio Lorenzo;
portare in giro i miei nipoti; provare a giocare a golf;
il beach volley a St. Kilda;
le ferie che stanno per arrivare."
messo da: Dedee alle ore 19:32 | link | commenti (9)
nello scaffale: dedee uncut, melbourne
giovedì, ottobre 25, 2007

Beppe Severgnini live in Melbourne

Quando capita di incontrare una persona che si stima spesso si fanno cattive esperienze.
Di Severgnini ho letto alcuni libri e spesso gli articoli, mi piace la sua visione dicotomica dell'Italia, da Italiano disilluso, che vede l'Italia per quello che è, ma anche che ne vuole sfatare i falsi miti provenienti dal mondo anglosassone.
Per caso ieri stavo guardando una sua intervista/marchetta su corriere.it e seguendo un facile percorso sono andato a dare un'occhiata al suo sito, ho letto un suo post sull'uso del verbo skypare e mi sono incuriosito vedendo che lo scriveva dall'aereoporto di Adelaide, allora ho trovato il l link agli appuntamenti e ho scoperto che alle 7 e mezza sarebbe stato al Centro Culturale Italiano di Melbourne: mi sono appuntato l'indirizzo e puntuale puntuale mi sono diretto verso South Yarra.
Non amo frequentare i centri italiani, sono spesso un'accozzaglia di italianità, della quale faccio volentieri a meno. L'esperienza di ieri sera non è iniziata in maniera diversa da come mi aspettassi. Disorganizzazione, l'auditorio troppo pieno per il numero di persone che avrebbero desiderato partecipare, i ritardatari che scalpitano, chi non si è prenotato che fa di tutto per entrare.
Severgnini ha presentato il suo libro "La Bella Figura" (titolo dell'edizione in inglese), che descrive un viaggio di iniziazione al quale l'autore sottopone i suoi amici anglosassoni. Severgnigni ha risposto alle domande della girnalista dal nome "più meraviglioso" possibile: Magica Fossati, e ha intrattenuto il pubblico parlando in un buon inglese, con un sano accento lombardo.
Nonostante l'inizio caotico e la fine con una domanda interminabile e senza nè capo nè coda di un anziano spettatore, la serata è stata piacevole, Severnigni mi ha fatto ridere, mi ha fatto gustare un po' di Italia e mi ha aiutato a ricordare cosa ho lasciato e perchè l'ho fatto. Well done Beppe 
messo da: Dedee alle ore 11:26 | link | commenti (19)
nello scaffale: melbourne
lunedì, luglio 02, 2007

don't worry mate!

Da un po' di tempo sono riuscito a installare il driver per far comunicare il mio i-mate con il ricevitore satellitare (grazie Bill Gates).
Con l'aiuto di un collega ho una “regolarissima” versione di TomTom con mappa dell'Australia e una serie di voci che, tanto per fare il cazzone, mi sono scaricato da internient.
Avere il navigatore in Australia serve parecchio, i sobborghi di Melbourne, usciti dal centro e lontani dal mare,  sono tutti incredibilmente uguali, senza punti di riferimento, ci sono zone della città dove non sono mai stato e dove mi perderei in un millisecondo, e zone dove sono passato cento volte chiedendomi sempre dove cazzo fossi. I cartelli stradali sono ottimi, ma senza una cognizione di base dei cento sobborghi della città si è perduti, per fortuna un po' aiuta il football, 10 su 16 delle squadre sono di Melbourne, e con un po' di pratica si impara dove sono Richmond, Hawthorn o St. Kilda, ma per il resto è dura.
Allora vai di navigatore.
Il mio navigatore ha principalmente tre voci:
Ken: ozzy, molto formale, noioso, ma efficace.
Karl Heinz: bavarese, spassosissimo, un po' incazzoso
Gioan: zeneise, scazzato, irascibile

Spesso lo aziono anche se non ne ho assolutamente bisogno, solo per farmi due risate, soprattutto quando sbaglio strada e Gioan attacca: ”Fanni unn-a inversciòn a U!”, “Torna inderè!”....
Solitamente, non solo la mia lei, ma anche le amiche dei miei amici si lamentano del navigatore, lo trovano inutile e fastidioso, un tipico giochetto da maschi/ingegneri, non è ovviamente il caso di ricordare loro che se le si lascia in balia di una carta geografica ci si ritrova immancabilmente a 3 anni luce da dove si voleva andare immersi in discussioni sul tono di "te lo avevo detto che dovevamo restare a casa"....
E quando abiti in una terra dove si può tranquillamente trovare un cartello che dice: "next fuel station 350 km".... meglio sentir Gioan che mugugna!

messo da: Dedee alle ore 19:37 | link | commenti (2)
nello scaffale: melbourne
venerdì, giugno 22, 2007

Tanti auguri di buon Natale

Le origini della festa del Natale sono pagane, la festa del ritorno alla luce. Al solstizio d'inverno si celebrava il sole, che tornava a splendere sui campi gelati, sulle capanne e sulle prime civiltà; si festeggiava, si sperava nel raccolto, nella vita. Poi sono arrivati i cristiani e ne hanno fatto la nascita di Gesù, la nascita di colui che incarnava la speranza, la salvezza. Poi sono arrivati gli esperti di marketing della Coca Cola e ne hanno fatto la festa di un panzone vestito di rosso, perchè il blu di San Nicola non si confaceva ai colori aziendali. Poi sono arrivati tutti gli altri: neve, maglioni di lana, arrosto, tortellini....
Ma tutto ciò è successo nell'emisfero nord, qui oltre allo sciacquone del cesso, anche le stagioni sono al contrario (n.b. i due fenomeni non sono correlati)
Quaggiù, niente neve, 30 gradi al 25 di dicembre, e allora?
Che noi di esperti di marketing non ne abbiamo? Vabbè che siam un po' lontani, ma non ci lasciamo mancare nulla, allora: Christmas in July.
Ma nonostante il mio servilismo al potere del marketing, non sono riuscito a dimenticarmi delle origini, allora si festeggia domani.
A casa nostra ribolle già il sugo, gli alberi di Natale sono già fuori dalle loro scatole ed addobbati, le luci sul terrazzo sistemate, il Babbo Natale gonfiabile di 2 metri montato.
E allora buon Natale, anche a voi dell'emisfero Nord!
messo da: Dedee alle ore 19:53 | link | commenti (13)
nello scaffale: melbourne
mercoledì, giugno 13, 2007

intervallo



Seaholme, balcone



Seaholme, balcone 2
messo da: Dedee alle ore 11:22 | link | commenti (11)
nello scaffale: melbourne
martedì, aprile 17, 2007

Mattina, m'illumino d'immenso



Seaholme, 17/04/2007 ore 7:15 AM, vista dal balcone
messo da: Dedee alle ore 20:20 | link | commenti (9)
nello scaffale: melbourne
lunedì, febbraio 05, 2007

È giunto il momento di prendere delle decisioni drastiche, non è possibile che una persona non possa andare allo stadio senza sapere se tornerà a casa nella stessa condizione in cui è uscito. È giunto il momeno di prendere dei provvedimenti, questi teppisti che non hanno alcun interesse nello sport, ma che si recano allo stadio solo ed esclusivamente per creare disordini, vanno isolati, allontanati, puniti. E non importa se anche migliaia di persone che non c'entrano faranno le spese per il comportamento di pochi imbecilli. Facile dire, "ma io non ho mai fatto nulla", certo, ma non hai mai fatto nulla neppure per impedire che ciò accadesse, per isolare i violenti, per prevenire che gli stadi diventassero un luogo poco sicuro. Quindi, con dolore, ma con fermezza, mi sembra giusta la decisione esemplare, per arginare il comportamento dei facinorosi, di vietare la ola durante le partite di cricket.
messo da: Dedee alle ore 12:42 | link | commenti (8)
nello scaffale: melbourne
venerdì, febbraio 02, 2007

a night at the concert

Un tempo fare gli snob significava assumere una supporting band di ragazzini brufolosi che si credevano i Doors che strimpellavano per due ore cagate immani, presentarsi sul palcoscenico con tre ore di ritardo, strafatti, incazzati e suonare più o meno di merda per la prima ora per poi deliziare con tonalità meravigliose, quando la sbronza era quasi passata, o iniziare a distruggere tutto e mandare a cagare il pubblico se si continuava a bere sul palco. Oggi invece il vero cantante snob non ha supporting band, inizia il concerto puntuale come il diretto Zurigo Basilea, suona da Dio dal primo all'ultimo minuto, ringrazia, ringrazia ancora, fa un bis (ovviamente straprogrammato) che ti lascia a bocca aperta. Roger Waters è uno snob di merda, ma minchia che spettacolo "the dark side of the moon".
messo da: Dedee alle ore 15:16 | link | commenti (2)
nello scaffale: melbourne