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Mates

È certificato, questo è un:

lunedì, aprile 23, 2007

citazione

Di tutti disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: non lo conosco
messo da: Dedee alle ore 17:56 | link | commenti (4)
nello scaffale: kurtura
martedì, aprile 25, 2006

ANZAC Day

Anche qui, come in Italia il 25 Aprile e' festa nazionale: qui si celebra l'ANZAC, ovvero Australia
New Zealand Army Corps. A quei tempi Australia e Nuova Zelanda erano due colonie giovani, e l'attaccamento alla madre patria, alla rules Britannia, l'impero che toccava tutti i continenti, era grandissimo. Sentirsi chiamare a combattere per difendere la nazione che sempre era stata scudo e protezione inorgoglì moltissimo questi “coloni”, che si sentivano parte dell'impero e non sudditi di serie B, o C1. Il sentimento fu così grande che molti falsificarono i documenti pur di andare a combattere anche se avevano 15 o 16 anni. I ragazzi dell'ANZAC furono trattati come dei sempliciotti arrivati dal paesino in fondo alla valle dagli inglesi, dai pommies. Vennero addestrati alla buona e subito mandati in una regione periferica degli scontri, la Turchia, Gallipoli. Per un fatale errore di navigazione attraccarono vicino a una rupe, invece che nei pressi di una spiaggia. Le difese turche ebbero un vantaggio enorme dall'errore di navigazione e fecero 10.000 morti. L'assedio è raccontato in un bel film con Mel Gibson e anche da numerosissimi libri, ma forse in Italia non sono stati tradotti, nel caso vi consiglio “an ANZAC story”. L'assedio e le cariche erano talmente inutili che i turchi stessi chiesero di interrompere la carneficina, ma gli ufficiali inglesi continuarono con testarda britannicità a mandare i villici all'attacco. I giorni di Gallipoli, le notizie frammentarie che arrivavano, il numero enorme di figli, mariti, fratelli, amici morti in guerra portò un grande senso di unione in Australia e Nuova Zelanda, sorsero dalle ceneri di due colonie bistrattate due nazioni. Il 25 Aprile è stato scelto come giorno commemorativo, non è legato ad una data precisa come per noi italiani, per i quali questo giorno segna la vittoria dell'esercito partigiano contro i nazifascisti. É curioso come popoli così distanti geograficamente condividano una data dai così forti significati storici, fa rabbrividire come sia ferma e decisa la volontà di non dimenticare qui in Australia a 90 anni di distanza, mentre in Italia c'è chi osa mettere in dubbio il significato di questa data.
Lest we forget.

Auguri nonno, questa era anche la tua festa.
messo da: Dedee alle ore 10:29 | link | commenti (8)
nello scaffale: melbourne, kurtura
sabato, marzo 11, 2006

libri? no grazie!

 quest’anno (aprile 2005) il valore è passato al 41%, con 7,3 libri letti tra i lettori e 3,2 tra la popolazione”. Cioè in soldoni significa che il 41% degli italiani con più di 6 anni si dichiara lettore, il 41% ??? Quindi il restante 59% non si dichiara lettore! Ammettendo che la soglia si potrebbe tranquillamente alzare fino ai 15 anni, recuperando una buona percentuale a favore dei lettori, rimane comunque un dato sconcertante.

Ora non voglio far qui una ramanzina sul valore della lettura, e sono certo che ci sono casi da vedere nello specifico, come in tutte le statistiche, non tutti rifiutano la lettura solo per dedicarsi al rincoglionimento televisivo, ci saranno altri motivi. Mio padre ad esempio non legge più di un libro all’anno (negli anni buoni), perché é un terribile workoholic, e si addormenta puntualmente davanti alla tv dopo dieci minuti che ha finito di cenare. Al contrario non significa che chi indugia nella lettura sia una mente illuminata esente da sintomi da telerincoglionimento. Mia madre, tanto per rimanere in famiglia Dedee, legge un libro alla settimana ma non si perde una puntata di Gerry Scotti.

Andando a fare le pulci alla statistica comunque si scopre anche che i “lettori” leggono in media 7,3 libri all’anno, un po’ pochini, considerando che tra essi ci sono quelli sempre attaccati ad un libro (definiti in tedesco “Lesewürme”, tarme da libro) che leggono una quarantina di libri all’anno... insomma ci sono tanti che si dichiarano lettori ma che poi ad andare a vedere leggono solo un libro all’anno, é come attribuirsi la professione di idraulico per aver sturato un lavandino, o di elettricista alla prima lampadina svitata... se poi il libro letto era quello dei Fichi d’India o la raccolta delle migliori battute di Zelig, o peggio ancora un libro della Tamaro o di Baricco... , meglio di niente, è sempre un modo per passare il tempo, ma il giudizio può anche essere negativo.

 

Io leggo 1 o 2 libri al mese, anche se mi glorio di averne un numero imprecisato che per svariati motivi inizio e non finisco (pur arrivando al di la di pagina venti...). Leggo nelle 3 lingue che mi capita di conoscere meglio, e negli ultimi tempi, ve ne sarete accorti da come scrivo di merda, leggo pochi libri in italiano.

Non sono un lettore estremista, non leggo solo trattati in bulgaro sulla vita nei campi prima dell’avvento del comunismo, cerco di leggere i classici e le cose che mi divertono, faccio fatica ad invaghirmi di uno scrittore superstar, non per snobismo ma perché non mi piace l’imposizione mediatica, meglio morire sconosciuti come Van Gogh che finire come Stephen King!

Amo rileggere i libri che mi sono piaciuti di più (“I pilastri della terra” di Follett l’ho letto tre volte nelle tre lingue e “La versione di Barney” di Richler 2 volte in italiano e una in inglese)

Ho la fortuna di ricordarmi dei libri e delle storie che leggo, e il difetto che vorrei tutti leggessero gli stessi libri che io ho trovato interessanti o divertenti.

 

Voi quanti libri leggete?

 
 

Lista dei titoli letti finora nel 2006:

 

Ich, Arthur, zwei Tickets (Sascha Zeus, Michael Wirbitzky): rientra nella categoria, ora i sono i comici che scrivono i libri, e merita di essere letto, soprattutto per lo stile scelto.  

Dead Famous (Ben Elton): altamente consigliato ai fan del grande fratello e ai critici della TV.

A Good Omen (Neil Gaiman,Terry Pratchett): molto divertente ma ricco di riferimenti.

 
Iniziati:
 

Catch 22 (Joseph Heller): divertentissimo e cattivissimo, ma difficile.

The Dubliners (James Joyce): du palle!

messo da: Dedee alle ore 17:56 | link | commenti (14)
nello scaffale: kurtura