9 risposte utili per capire se il vostro fornitore è un partner competente, o se la vostra scelta è stata quella avventata.
Ecco un paio di consigli per aiutare chi, come me, stretto tra una striscia di Dilbert e memorie fantozziane, dopo essere passato tra sottopassaggi con colonne musicali sudamericane e cartelloni pubblicitari del Dottor Noll, approda ad una posizione di dove si ha a che fare con un fornitore.
Queste sono frasi vere che mi sono state dette durante un paio di telefonate e che sono scritte, a perenne memoria, sulla nostra lavagna bianca in ufficio, esse testimoniano le principali caratteristiche del nostro fornitore:
Mistero della Fede:
- I don't deny the existence of the drawing.
L'ufficio vendite animista:
- It's not in the spirit of the quotation.
Pianificare la propria attività:
- At this stage I have no plan.
Il cliente ha sempre ragione:
- I understand your position, but I don't share it at all!
Ecco l'importante è capirsi:
- Q: who will do that?
- A: Yes.
Non fasciarsi mai la testa prima di essersela rotta:
- Yesterday morning I was quite happy, now I'm back to a desperate situation!
Sempre dalla parte del cliente:
- I don't understand at all what it means.
Competente, affidabile, sicuro di se:
- I've no idea.
Competente, affidabile, sicuro di se (2):
- I think so, I can't remember.
Escatomologia trascendente del campo minato nella societa' post-comunista e neo-conservatrice
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Riflessioni
Dalla caduta del muro di Berlino in poi, la progressiva perdita di indentità della sinistra europea ha favorito il sorgere di un movimento neo-conservatrice, che, preso spunto, dal movimento statunitense, ha delineato una società dove, sotto il faso mito della libertà del singolo, le masse di lavoratori post-proletari sono assoggettate a un potere forte che appare impossibile da abbattere.
La classe operaia è ormai uscita dalle fabbriche e dalle catene di montaggio dell'Europa post industriale, i grandi centri produttivi si sono spostati all'estero, in cerca di nuovi disperati, e il gran numero di occupati in attività semplici e monotone, dedite soltanto al nutrimento della grande macchina produttiva della manifattura, sono spariti. In un clima di intimidazione mediatica e di fronte all'ineluttabilità di un destino politico in mancanza dell'alternativa sociale del comunismo reale, questi post-proletari sono finiti per alimentare la macchina della piccola-media industria. Sono stati strappati alla catena di montaggio e posti di fronte a un terminale, un tastiera e un mouse. Sono stati estrapolati da un tessuto sociale fatto di solidarietà tra lavoratori che fisicamente condividevano gli stessi spazi, sono stati isolati in scrivanie minuscole, costretti a comunicare via e-mail o messenger.
I compiti loro assegnati vanno dai più semplici ai più complessi, ma si è comunque fatto avanti il sentimento di trovarsi di fronte ad una enorme, intangibile catena di montaggio, monade leibitziana di quella materiale con la quale di confrontavano i loro padri. In tale clima di sfiducia, resisi conto dell'inganno neo-conservatore e comunista, i lavoratori si sono via via riappropiati nei soli momenti liberi del loro naturale ruolo di meri esecutori, slegati dal processo creativo, braccio di una mente lontana, la direzione o la strategia proveniente dall'alto. Al capo turno con l'orologio, inesorabile aguzzino dei lavoratori della fabbrica fino agli anni '70, si è sostituito il gestore di rete, in grado di controllare a distanza, in maniera anonima ed ancor più subdola, le attività del lavoratore di catena di montaggio informatica. All'orario della fabbrica, le 8 ore scandite dalla sirena, si sono sostituiti gli orari flessibili, le ore di straordinario non pagato, i sabati di lavoro, tutti controllati dall'occhio vigile del server di rete.
Il terreno fertile dell'eversione è oramai scomparso e il lavoratore post-comunista neo-conservatore ha come unica via di fuga spirituale durante le ore passate in ufficio il ripetersi paranoico di gesti sempre uguali ed alienanti, retaggio genetico della sua condizione di proletario.
E chi se non il grande capitalista moderno, possessore di tecnologia e di informazione, tiranno delle risorse economiche e logiche poteva incarnare in se il carnefice e il salvatore del lavoratore post-comunista. Windows a i suoi giochi da computer, inseriti nel sistema operativo, parte integrante quindi del sistema, riportano il lavoratore alla sua condizione di automa servo del capitala. Ripete come un mantra i gesti del solitario, di hearts, ma soprattutto di campo minato, vero e proprio paradigma della sua situazione, sempre in cerca di una via di salvezza tra un pericolo e l'altro cagionati dalla società moderna, pronto a metter una bandierina nelle isole di pericolo, spinto al tenersi alla larga dalle situazioni pericolose, eternamente tenuto sotto il giogo della paura di saltare su una mina, similitudine della vita, dove egli è sempre in fuga dai pericoli presunti o reali costituiti da instabilità economica, malavita, terrorismo o malattie, orchestrati ad arte dai media per tenere il lavoratore sotto controllo in uno stato di perenne incertezza tra lo scoprire una casella vuota o una con una bomba.
Unica via di fuga proposta al lavoratore alienato dall'incessante susseguirsi di partite a campo minato è il salire a un livello maggiore, passare dal principiante al medio, per giungere infine al livello esperto, dove la vastità del campo minato che si fa di fronte ai suo occhi altro non può che rigordargli che la grandezza di Dio e la sua infinita misericordia possono salvarlo dal compito di salvarsi di fronte ad un compito così gravoso e difficile.
Lasciato solo, incapace di comunicare e di condividere le proprie esperienze e frustrazioni con gli altri lavoratori, isolato di fronte alla grandezza dei problemi, resi ai suoi occhi insormontabili, date le sue limitate capacità, posto di fronte alla scelta se affidarsi alle proprie competenze, frustrate da anni di soprpessione o alla grandezza della salvezza della Provvidenza, il lavoratore post-comunista non può far altro che arrendersi alla vittoria del neo-conservatorismo, che dopo aver abbattuto il comunismo come ideale transnazionale, lo abbatte ogni giorno, ogni partita, come idea del singolo.
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Un tempo, in un mondo mitico e lontano, si narra che negli uffici lavorassero figure mitiche che nonostante l’assenza di un terminale, della intranet e di un’e-mail risucivano non solo a comunicare tra loro, ma anche, mirabile dictu, a produrre! (lo so, lo so, non ci credete neanche voi, ma l’hanno detto in TV...)
Mi sono sempre domandato come questi mitici lavoratori potessero capire cosa accadesse attorno a loro, ma partiamo dalle cose semplici, la comunicazione aziendale.
Eccovi un esempio di come tali comunicati arrivano a noi, uomini tecnologicamente avanzati, grazie alla tecnologia odierna (i nomi sono stati camuffati per proteggere la privacy dei protagonisti):
...te ne stai a cazzeggiare su intenient tranquillo tranquillo quando, PLIN! Appare una e-mail della segretaria, soggetto: “Org.Pers.Changes” e già ti domandi che cazzo vorrà dire....
la apri e al suo interno ritrovi il seguente contenuto autoesplicativo:
Effective October 15th, 2005, Wile E. Coyote, currently AE/EIS, will take over the lead of the Product Group ACME-Space Rockets, AC-SPRK/PG from Chuck Jones, who remains AC/NE2 and AC-RKP/PG (Engineering and Product Group Rockets and Propulsion). With this full-time assignment, we want to further strengthen the Product Group Space Rockets within ACME.
AC-SPRK/PG will report to AC/NE2. Mr. Coyote will start his preparation in AC on October 1st, 2005.
As announced earlier, Road Runner, currently AC/ABC, will take over AC/FLC on October 15th, 2005 as successor to Paul Julian, who became AC-CV/VCM. For the time being, AC/ABC will not be replaced. The groups AC/ABC 1-3, AC/ABC -S and AC/ABC -L will report to AC-PGT/PG directly.
I thank Mr. Runner for his valuable contribution to the ACME-Alphabet -business in the last 10 years. Both Mr. Coyote and Mr. Runner I wish success in their new assignments. Please support them in their new tasks.
1) tu sia a perfetta conoscenza di ciò che è successo
2) conosca personalmente i protagonisti
3) sia dotato di un organigramma aggiornato delle divisioni interessate
4) abbia 6 ore di tempo a ritrovare tutti i nomi dei vari reparti sulla intranet aziendale
5) te ne fotta altamente di ciò che è accaduto, se non li conosci, che te ne frega????
Notasi la frasetta finale. “I thank Mr. x for his valuable contribution to the xyz“ che fa tanto esonero dell’allenatore che ha fatto 2 punti in ventisette partite...
Questa premessa perché da un paio di settimane nel nostro ufficio é apparsa una tipa, che definirei “il topo”, ma essendo un nomignolo già usato per definire una che frequentava “la casa”, la definirò “o rattin” (in genovese si scrive “o” ma si pronuncia “u”).
O rattin si siede in una scrivania nella fila dietro la mia, davanti a quella di una mia collega che adesso é in ferie, quindi si siede di fronte al nulla. O rattin lavora con i colleghi Toyota, che stanno tutti seduti nelle file dietro lei, quindi nella sua scrivania é ancora più sola.
O rattin, se ne sta tutto il giorno davanti al suo portatile e lavora, si prepara per quando tra un mesetto si trasferirà in Giappone, data la temporaneità della sua permanenza nel nostro ufficio, non ha praticamente occupato la propria scrivania, ci sta come in affitto, come in una camera d’albergo. Cosa faccia e cosa andrà a fare in Giappone, non mi interessa e non m’importa (ma m’importa di dove sono...). O rattin non parla mai, forse squittisce, che ne so, non saprei neanche bene identificare come si chiama, per me non ha neppure un nome, si sarà pur presentata, ma mi é sfuggito.