radici complesse coniugate

il supermercato delle idee si è trasferito down under

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Mates

È certificato, questo è un:

sabato, luglio 28, 2007

Nunzio Vobis

La megaditta decide di mandarmi in giro per il mondo nuovamente e così, tra un aereoporto e l'altro, tra un albergo a 5 stelle e una flute di champagne, non avrò modo di scrivere ne di commentare molto, ma.. ma...
l'11 Agosto sono a ZENA!

e in virtù del genetliaco, offirò da bere!

Ora vado a finire la valigia che domani alle 11:00 mi aspetta il primo volo Melbourne-Detroit, (via Sydney, Los Angeles, Pheonix, je possino.)
messo da: Dedee alle ore 17:34 | link | commenti (12)
nello scaffale: dedee uncut
giovedì, luglio 19, 2007

Nuovo oggetto su e-bay

Visto che non ci riescono con i metodi tradizionali.... vediamo un po' se ci riescono cosi'!

 

messo da: Dedee alle ore 13:33 | link | commenti (8)
nello scaffale: späßle
lunedì, luglio 16, 2007

Vola al cinema

Anno: 2007 (?)
Titolo: "Bin Laden il ritorno"
Regia di "Al Qaida"
Sceneggiatura di Yusuf al Kaboom
Fotografia di Kalhed al Masr

"Laden il ritorno" si inserisce nel filone del cinema moderno Afgano, un genere molto ammirato in occidente e trasmesso con crescente interesse soprattutto negli stati uniti. Purtroppo è stato girando usando immagini del vecchio leader Osama Bin Laden, recuperate negli articoli della casa produttrice Al Qaida e della CNN. Un'operazione commerciale che lascia un poco l'amaro in bocca se si pensa alle pellicole in cui Bin Laden aveva modo di esprimere per intero la propria arte cinematografica ed era libero di improvvisare e di incantere le folle con le sue digressioni politico-religiose.
Ma veniamo al film, i temi sono quelli classici del neo-fondamentalismo Afgano: il martirio, la guerra santa e il corano. La colonna sonora è un classico dei lungometraggi di genere e ben supporta le immagini. La fotografia di Kalhed al Masr è perfetta e la sceneggiatura del navigato Yusuf al Kaboom si snoda un po' lenta tra temi non facili, ma che il regista prova a mitigare con i primi piani di Bin Laden e il suo enigmatico sorriso, da molti critici paragonato a quello della Gioconda.
La pellicola sfrutta fin troppo i temi classici che hanno fatto delle produzioni di Al Qaida dei block buster, ma ci pare ormai necessario svecchiare i temi ed affrontare i casi più recenti che l'organizzazione si trova a fronteggiare, nessun accenno alla situazione in Afganistan, Pakistan o Iraq, pochi accenni alla condizione dei giovani fondamentalisti e pochi ammiccamenti alle nuove mode come il burqa color panna di latte di cammello o il vezzo di usare fazzolletti etnici come tracolla per il kalashnikov.
Il lungometraggio troverà certamente il suo successo tra gli appassionati del genere e soprattutto tra il pubblico statunitense, che sempre si appassiona a tali pellicole, ma nutriamo forti dubbi che possa far presa sul pubblico più giovane e su nuovi mercati, e poco inclini ai classici del neo-fondamentalismo Afgano.
Inutile dire che riutilizzare vecchie immagini di Bin Laden è un'operazione commerciale che non ci piace affatto. Già Blake Edwards con "Sulle orme della Pantera Rosa" aveva messo su un film con spezzoni di scarto di altri film, ma è inutile, come le incisioni "postume" di Freddie Mercury, John Lennon o Elvis Presley, queste operazioni, se pur dal modesto successo commerciale, ci appaiono un mero rimestare nel barile dei ricordi e nella nostalgia di un grande interprete che non c'è più. Al Qaida ha fatto tanto per Bin Laden e Bin Laden per l'organizzazione, innegabile, ma è ora che si trovi un nuovo front leader, capace di trascinare nuovamente i fan, pensiamo ad esempio ai casi de "i nomadi" o alla sostituzione di grandi interpreti dello schermo con altri attori altrettanto capaci di portare avanti l'opera del predecessore con altrettanta bravura, ad esempio, come nella saga di 007.
In definitiva, un tentativo di riciclaggio di vecchie immagini di Bin Laden che si poteva evitare se si avesse avuto il coraggio di trovare un volto nuovo per il protagonista delle ottime opere di Al Qaida.

Voto 2 Bombette su cinque

messo da: Dedee alle ore 15:31 | link | commenti (8)
nello scaffale: späßle
martedì, luglio 10, 2007

Elezioni 06

Ora ne parla Repubblica on-line in prima pagina:



ma...l'avevo detto io.... che era un giochetto da ragazzi
È tutto un magna magna...
messo da: Dedee alle ore 21:55 | link | commenti (6)
nello scaffale: giornalai

Relata refero

Invece di tediarvi con I soliti imbecilli che arrivano a queste pagine cercando le cose più insensate, oggi mentre cercavo il significato di una parola, mi sono imbattuto nelle statistiche del Dizionario On-line De Mauro, dove sono raccolti i lemmi (le parole cioè) più consultate dal 10-01-2006 ad oggi.
Allora, ecco la classifica:

1. gàtto s.m.
2. vocabolàrio s.m.
3. càzzo s.m.
4. aggiotàggio s.m.
5. fìga s.f.
6. obbiettìvo agg., s.m., var.
7. fìca s.f.
8. idiosincrasìa s.f.
9. pleonàstico agg.
10. dorotèa s.f.

Ovviamente non mi sorprendo che il secondo posto sia occupato da vocabolario, certo, uno arriva fino al sito del "dizionario della lingua italiana", e cerca cos'è un vocabolario, non fa una piega.
Chiaro che ci siano un certo numero di arrapati che cercano foto porno a muzzo e sperano che al lemma figa o fica ci siano un paio di link a foto o filmati di sesso estremo.
La ricerca al quarto posto, così come la numero 8, 9 e 10 sono comprensibili, ma come cazzo (s.m.) si fa a non sapere cosa sia e cosa significhi la parola "gatto"???
Ma la soluzione c'è, ed è talmente desolante che mi fa paura:

p.s. niente male anche le ricerche al diciasettesimo posto (ficologo), mi immagino la delusione nell'apprendere che non è un esperto in figa...

messo da: Dedee alle ore 12:57 | link | commenti (8)
nello scaffale: mondo di merda
giovedì, luglio 05, 2007

Mègu Megùn

Un modo di dire genovese quando una donna è nervosa è: "dagghe do belin" che in Italiano, può essere tradotto così:

E il medico prescrive la cura del sesso

sarà stato forse il caldo, forse lo stress del medico, più che quello della paziente... mah?
messo da: Dedee alle ore 19:56 | link | commenti (2)
nello scaffale: späßle
martedì, luglio 03, 2007

Grazie

Abitare a qualche decina di migliaia di kilometri dai tuoi amici non è seplice, devi ricostruirti un po' tutto, trovare persone con cui dire cazzate, andare in giro, cenare, bere, raccontarsi e ascoltare. E non è facile, non è facile ritagliarsi ancora una volta il proprio spazio personale e sociale allo stesso tempo. Perchè gli amici in fondo siamo noi, essi sono ciò che noi cerchiamo, costruiamo, diamo, sono lo specchio di noi stessi.
Avere l'e-mail, internient, il blog, skype e tutte quelle belle musse lì, aiuta certo; sono passati i tempi in cui per fare una telefonata ci si metteva tutta la mattina e ci si consumavano i diti sulla rotella del telefono, ma la distanza, fosse solo un fuso orario, rimane.
Sono stato fortunato perchè amici nuovi ne ho ritrovati, e non sono solo amici con cui alleviare la solitudine, ma sono amici veri, sinceri.
E poi rimangono quegli amici veri ormai diventati virtuali, coi quali scambiarsi qualche foto, qualche cazzata, qualche cæto.
Poi ci sono quegli amici che conosci solo per ciò che scrivono (e/o disegnano), per le emozioni che ti vogliono comunicare, per quei pezzetti di loro che ti appaiano sullo schermo, e a volte essi si dimostrano meno virtuali di ciò che possono sembrare. E allora ti arriva un libro, no in questo caso non scritto da loro, tale privilegio è prerogativa di Hardla, ma un libro di cui hanno scritto e che si sono presi la briga di impacchettare e spedire fin qua.
Un libro scritto nella tua città, che parla di un tempo antico, di personaggi che in fondo sono sempre attuali, un libro scritto nei caruggi con l'unto di focaccia tra le mani.
Leggi quelle pagine che hanno fatto tutti quei kilometri da uno scaffale zeneise a un comodino australiano, che sono state lette prima di te, ma che intatte ti comunicano le stesse senzazioni; e come una magia ti senti un po' a casa, ti senti più vicino al mondo che sta dall'altraparte, e rimani solo con un enorme grazie da dire e un debito di riconoscenza, di amicizia.
messo da: Dedee alle ore 12:46 | link | commenti (2)
nello scaffale: dedee uncut
lunedì, luglio 02, 2007

don't worry mate!

Da un po' di tempo sono riuscito a installare il driver per far comunicare il mio i-mate con il ricevitore satellitare (grazie Bill Gates).
Con l'aiuto di un collega ho una “regolarissima” versione di TomTom con mappa dell'Australia e una serie di voci che, tanto per fare il cazzone, mi sono scaricato da internient.
Avere il navigatore in Australia serve parecchio, i sobborghi di Melbourne, usciti dal centro e lontani dal mare,  sono tutti incredibilmente uguali, senza punti di riferimento, ci sono zone della città dove non sono mai stato e dove mi perderei in un millisecondo, e zone dove sono passato cento volte chiedendomi sempre dove cazzo fossi. I cartelli stradali sono ottimi, ma senza una cognizione di base dei cento sobborghi della città si è perduti, per fortuna un po' aiuta il football, 10 su 16 delle squadre sono di Melbourne, e con un po' di pratica si impara dove sono Richmond, Hawthorn o St. Kilda, ma per il resto è dura.
Allora vai di navigatore.
Il mio navigatore ha principalmente tre voci:
Ken: ozzy, molto formale, noioso, ma efficace.
Karl Heinz: bavarese, spassosissimo, un po' incazzoso
Gioan: zeneise, scazzato, irascibile

Spesso lo aziono anche se non ne ho assolutamente bisogno, solo per farmi due risate, soprattutto quando sbaglio strada e Gioan attacca: ”Fanni unn-a inversciòn a U!”, “Torna inderè!”....
Solitamente, non solo la mia lei, ma anche le amiche dei miei amici si lamentano del navigatore, lo trovano inutile e fastidioso, un tipico giochetto da maschi/ingegneri, non è ovviamente il caso di ricordare loro che se le si lascia in balia di una carta geografica ci si ritrova immancabilmente a 3 anni luce da dove si voleva andare immersi in discussioni sul tono di "te lo avevo detto che dovevamo restare a casa"....
E quando abiti in una terra dove si può tranquillamente trovare un cartello che dice: "next fuel station 350 km".... meglio sentir Gioan che mugugna!

messo da: Dedee alle ore 19:37 | link | commenti (2)
nello scaffale: melbourne