radici complesse coniugate

il supermercato delle idee si è trasferito down under

melBOURNE Identity:

Melbourne's time:

Europe's time:

Tasti:

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

*loading*

Mates

È certificato, questo è un:

sabato, gennaio 28, 2006

WLAN !

A volte capita anche di avere fortuna... capita che un vicino non protegga la propria wireless network connection e che mentre stai installando il portatile nuovo, per sbaglio finisci sugli update automatici di windows e belin! Inizia il download... fin che dura! Intanto  per ora mi godo RockFM in streaming...

messo da: Dedee alle ore 19:03 | link | commenti (15)
nello scaffale: dedee uncut
venerdì, gennaio 27, 2006

gli zimbelli del mondo

It is now officially impossible to avoid the confident, smiling and surgically smoothed face of Silvio Berlusconi. Nearly every night recently, the Italian prime minister has shown up on television, talking about his mother, his morals, his enemies, his garden (an outsized "million square meters," he noted) - even about Erasmus.

È incredibile, come non fosse bastato l’Economist ad infierire contro il nostro povero e maltrattato presidente del consiglio, ora ci si mettono anche quei comunisti sovversivi dell’herald tribune, che tutti ben conosciamo come fomentatori di disordini nei paesi democratici e come attentatori della libertà!

Belin che tristezza, siamo oramai lo zimbello del mondo, ci trattano come il Venezuela di Chavez....

Ho mandato una lettera all'Herald Tribune chiedendo che si adoperino affinchè l'ONU mandi osservatori internazionali a sorvegliare sulla campagna elettorale e sul voto, voglio i caschi blu davanti ai seggi, una commissione internazionale che vigili sulla campagna elettorale televisiva, che vieti gli attacchi personali e che denunci le menzogne del pelato bastardo.

messo da: Dedee alle ore 12:03 | link | commenti (15)
nello scaffale: politburo
giovedì, gennaio 26, 2006

Il subbuteo

Quando non si giocava ancora a Fifa Calcio Mega Manager World Cup 2006, ci si rannicchiava su un panno verde a giocare a Subbuteo (con l’accento sulla doppia b).

A 6 anni i miei mi regalarono il kit iniziale:
panno spesso verde indistruttibile,
due squadre anonime, ma dai colori ormai a me giá cari: i rossi e i blu,
un pallone,
regolamento.

Certo non mi potevo accontentare di due squadre sfigate, una al massimo potevo spacciarla per il Perugia, ma quella con la maglietta blu e i pantaloncini bianchi... E così arrivarono le prime squadre di un certo livello: Brasile e Argentina. Che avevano una particolarità, erano “politically correct”, annoveravano omini bianchi, neri e mulatti.
Poi vennero i campionati del mondo, 1982. Edizioni speciali delle nazionali partecipanti, e iniziò il pellegrinaggio verso il tempio genovese del Subbuteo, “la Befana” all’angolo Via Assarotti – Piazza Corvetto.

Ovviamente mancava una squadra fondamentale alla mia collezione, e quindi arrivarono anche i beniamini rossoblu, che all’epoca navigavano tra la B e la A, e in porta c’era il mio mito di giovane portierino degli Esordienti: Silvano Martina, nato a Sarajevo.

Poi vennero altre squadre, i miglioramenti fondamentali per giocare una partita:
torre TV,
terna arbitrale,
omone che batte i calci d’angolo (chissà come mai disponibile solo con la casacca dell’Inter),
omino che batte le rimesse laterali (chissà come mai disponibile solo con la casacca della Fiorentina),
nuove porte.

Una delle cose che mi piaceva di più era personalizzare le mie squadre, allora c’erano i numeri, le capigliature, ecc... I giocatori erano facilmente riconoscibili: il numero due del Liverpool, ad esempio, era il capitano, era biondo e si chiamava Neal, senza bisogno del nome sulla maglietta, lo sapevo io.

E i tornei con i compagni di scuola, dove un improbabile finale poteva essere Argentina – Bologna o Camerun – Genoa. Il mio Liverpool non arrivava mai in finale, ma per allenarmi rigiocavo la finale di coppa dei campioni, Roma – Liverpool un duello del cuore per me, che all’epoca tifavo (Genoa a parte) per entrambe. Il grande Grobbelaar contro un grande ex rossoblu, O’rey di Crocefieschi, Roberto Pruzzo.

Ma di solito giocavo da solo, da bravo figlio unico, magari espatriato chissà in quale nazione.
messo da: Dedee alle ore 22:02 | link | commenti (17)
nello scaffale: dedee uncut
lunedì, gennaio 23, 2006

Esilio, 'sto cazzo

Ammetto che sono in vena di precisazioni storico- politiche, mi scusino i lettori di cazzate, rimedierò al più presto.

Spesso, spessissimo quando si parla di Benedetto Craxi detto Bettino alias Ghino di Tacco si associa alla sua persona il termine esilio. Facendo una breve ricerca in rete si trovano decine di riferimenti all’esilio dell’ex-premier, spesso si cita la “morte in esilio” o addirittura la “condanna all’esilio”, e qui mi sale la carogna.

Certo in una nazione di rincoglioniti, anche le più semplici verità possono essere calpestate, dimenticate, rilette e o riscritte, ma tra la rivalutazione dell’opera politica di una persona e la menzogna bella e buona, ce ne passa.

Craxi è stato condannato in contumace in via definitiva dai tribunali della Repubblica Italiana per reati contro il patrimonio (non per le proprie idee politiche), ed è fuggito alla pena rifugiandosi per propria decisione (esilio volontario, semmai) in una villa di sua proprietà in Tunisia (con o senza la famosa fontana...). Sarebbe potuto tornare in Italia come e quando avesse voluto, andando certo incontro alla propria pena, come tutte le persone che ricevono una condanna definitiva, e non stiamo parlando della pena di morte, ma di qualche anno di galera o di arresti domiciliari.

Invece, no, è rimasto in Tunisia, dove è morto, è stato sepolto in una cerimonia dove hanno partecipato moltissimi esponenti del mondo politico italiano (e la carogna sale ancora un po’ più in alto).

Ebbene, sulla figura e l’operato di Craxi non ho alcuna pretesa di dire la parola definitiva, ha governato per 4 anni facendo anche cose giuste, salvando l’amico Silvio B. Quando volevano spegnerli la TV, trattando sulla scena mondiale con Reagan, la Tacher, Ghedadfi che ci sparava i missili su Lampedusa, ecc.... All’epoca la corruzione era decisamente sulla bocca di tutti, se ne parlava da tempo, dagli anni ‘70, scandalo petroli: quando i pretori genovesi Almerighi, Sansa e Brusco scoprirono un giro di mazzette pagate dai petrolieri italiani per avere in cambio appalti e leggi fiscali su misura. Decine di miliardi a DC, PSI, PSDI, PRI. Incriminati gli ultimi 5 ministri dell'Industria tra i quali un certo Andreotti, già sentito nominare? Ma in quel caso i partiti fecero fronte comune contro i “pretori d'assalto”, e uno dei pretori venne addirittura accusato dal capo della pretura di “avere attentato alla Costituzione”, la commissione inquirente assolse tutti, pizze e fichi e assoluzione in massa, non c’era la TV, c’erano le Brigate Rosse, e non era il caso di mettere in pericolo la democrazia, eccheccazzo, per un paio di mazzette!

Lo stesso accadde con lo scandalo degli aerei Lockheed, ma anche allora erano solo i comunisti del PCI a scandalizzarsi (forse perché non inseriti nelle generose distribuzioni di denaro).

Poi vennero i tempi in cui era Grillo a dire in TV che i socialisti rubavano, ma era solo un comico, ed era facile allontanarlo dalle telecamere.

Al lupo, al lupo!

Poi arrivarono dei nuovi figuri, che non solo urlavano quello che nelle valli della Lombardia si diceva da tempo (più alberi meno terroni), ma anche che i socialisti rubavano, e che prendevano i soldi dei bravi e onesti contadini lombardi per costruirsi le ville, e magari facendole pure costruire da operai calabresi a discapito di quelli bergamaschi. E allora alle parole di Pierino iniziarono a crederci in tanti, perché non si trattava soltanto dei soliti comunisti, ma di un’altra voce, che proveniva dall’elettorato di centro stanco e deluso

Mancava ancora un colpo ad effetto, ed allora ecco un caso come tanti, un piccolo amministratore accusato di corruzione, Cusani, un pretore super-star di un giorno in pretura, le telecamere, i processi, la bava di Forlani durante l’interrogatorio.

La rivoluzione, gli italiani poterono vedere in TV e giudicare, colpevoli, tutti, ladri, bastardi, a casa!

Ma la giustizia non si fa in piazza, nonostante le monetine tirategli in testa all’uscita del “Raphael” Craxi era ancora un uomo libero, quando andò in parlamento, con coraggio, a dire: “lo sappiamo tutti come funziona il sistema, le tangenti le prendiamo tutti, non facciamo le verginelle!” Ma oramai era troppo tardi, e allora fuga, con i miliardi di vecchie lire in Tunisia. Vennero i processi, vennero le condanne, ma l’imputato prima, e il condannato poi, non si presentò mai più. Ma se non fosse morto prima, il governo Berlusconi aveva già pronto l’indulto e la poltrona di ministro degli esteri, almeno questa ce la siamo risparmiata.


messo da: Dedee alle ore 20:57 | link | commenti (25)
nello scaffale: politburo

Five Secrets

Five Secrets to a perfect relationship……

1 It’s important to have a woman who helps at home, cooks, cleans and has a good job.
2 It’s important to have a woman who makes you laugh.
3 It’s important to have a woman who you can trust and doesn’t lie.
4 It’s important to have a woman who is good in bed and likes being with you.
5 It’s very important that these four women don’t know each other.
messo da: Dedee alle ore 18:43 | link | commenti (8)
nello scaffale: späßle
mercoledì, gennaio 18, 2006

Il comunismo

Leggo spesso su alcuni blog di persone più giovani di me, ma pienamente nell’età della ragione, e che non mi sogno nemmeno di liquidare col classico, e ‘so ragazzi, un riferimento al comunismo come cosa da odiare. Liberissimi, figuriamoci, ma mi fa piacere fare dei distinguo, che a volte sembrano talmente banali da essere necessari, spiegare alcune cose, che eventualmente sarei lieto di approfondire con chi fosse interessato:

-          il comunismo e i regimi comunisti non hanno niente a che fare tra loro.

-          in Italia il comunismo non é mai esistito, anche nelle regioni governate dal Partito Comunista Italiano.

-          i crimini compiuti in nome del comunismo sono come i crimini compiuti in nome del ciclismo (non hanno alcun fondamento teorico).

-          i centri sociali autogestiti sono solo una scusa per farsi canne

-          comunisti, ebrei, negri e islamici non sono federati contro le democrazie occidentali.



Andiamo con ordine:
Il comunismo e i regimi comunisti non hanno niente a che fare tra loro

sembrerà strano, ma tra il dire e il fare c’é di mezzo il mare, cioè tra la teoria e la pratica, le cose cambiano. Facile dire a parole che tutti gli uomini sono uguali e che il più ricco dovrebbe riconoscere a chi gli ha permesso di essere tale (notasi non a cani e porci) la giusta parte della propria ricchezza, ma come attuarlo? Se si legge la teoria si possono immaginare grandi cose, ma poi se si governa una nazione enorme come l’U.R.S.S. o la Cina, non si può adottare la teoria, e viene fuori che, magari, non si riesce a dare più soldi ai pensionati o creare un milione di posti di lavoro, o quello era un altro? L’egoismo che si nasconde in ogni uomo porta a favorire i propri interessi e quelli dei propri amici, una volta che si ha il potere, si fa fatica a darlo via, e allora nasce la dittatura del proletariato (che poi è la cosiddetta Nomenklatura, che lo stesso Lenin, prima di farsi eleggere capo dei soviet a vita, pensava dovesse essere una via di transizione).

E a volte se si vuole difendere la libertà di una nazione, si deve passare sopra le piccole libertà dei sui abitanti (come facevano i russi durante la dittatura e come fanno gli americani sotto il “liberty act”). Realpolitik.

In Italia il comunismo non é mai esistito

già, avete letto bene, in Italia i comunisti erano, in fondo, dei socialdemocratici; le tesi più a sinistra le proclamavano Autonomia Operaia e Democrazia Proletaria, invise al P.C.I. come la gramigna. Le “regioni rosse” erano spesso assoggettate alla ragion di stato, non avevano l’autonomia economica e legislativa di adesso ed erano regioni dove alla domenica, si andava tutti in chiesa prima di passare dalla casa del popolo.Lo stesso Togliatti si rese ben presto conto che la guerra fredda tra U.S.A. e U.R.S.S. giovava maggiormente ad esse per tenere sotto il giogo della paura l’Europa e impedirle di progredire economicamente e politicamente sulla scena mondiale.

I crimini compiuti in nome del comunismo sono come i crimini compiuti in nome del ciclismo

certi deficenti necessitano di un’ideologia per potersi nascondere dietro ai propri atti. I brigatisti rossi, i partigiani efferati e i vari stupidi che li hanno seguiti, cercavano solo un pretesto per giustificare la propria violenza. Se avessero trovato prima l’imbonitore di destra, avrebbero imbracciato un fucile di altro colore. Alcuni esaltati al contrario si sentono talmente presi da tale ideologia dal dimenticare le conseguenze di ciò che fanno (come gli adepti di una setta religiosa, come, ad esempio i cretini che si arruolano in Al-Quaida o quelli che vanno ad “annichilire” i civili iracheni, per liberarli, o come le pie persone che mettevano sul rogo le streghe o gli infedeli)

I centri sociali autogestiti sono solo una scusa per farsi canne

Come detto, sono frequentati da figli di papà con le pezze al culo stirate dalla filippina, o da gente che cerca un porto franco

Comunisti, ebrei, negri e islamici non sono federati contro le democrazie occidentali

questa lo so anch’io é un po’ difficile da credere, ma dopotutto, lo sapete, il mio è un blog ironico...

 
messo da: Dedee alle ore 22:41 | link | commenti (28)
nello scaffale: politburo
martedì, gennaio 17, 2006

PARTITI

E' NATO: i-blog-di-merda.splinder.com/



Se credete che il vostro blog ne sia degno, iscrivetevi!
messo da: Dedee alle ore 20:13 | link | commenti (15)
nello scaffale: späßle
lunedì, gennaio 16, 2006

L’Orso Yoghi da passeggio

Passeggiando per le strade di Genova al week-end ho avuto modo di rivedere una specie animale che ritenevo oramai estinta, l’orso Yoghi da passeggio.

Si tratta di un animale di sesso ex-femminile, infatti si tratta di esemplari di femmine di homo sapiens sapiens mutate geneticamente. Durante i freddi inverni genovesi, non appena le temperature scendono a valori estremamente bassi quali +5°C, questi esemplari si ricoprono fino alle caviglie di peli non propri, usando pelli di: Visone, Castoro, Astrakan, Coniglio, Topo Muschiato e Ratto da Fogna.

Non tutte le femmine di homo sapiens sapiens che abitano nella suddetta zona polare al pesto mutano in tale maniera. Si nota che tali esemplari hanno sempre qualcosa in comune:fur

- altezza (non più di 1,55 m)
- peso (almeno 65 kg)

- capigliatura (permanente e colore biondo con doverosa ricrescita)

Tali esemplari indossano le loro pelo invernale per le vie del centro e si dedicano al passeggio, da sole o in branco.

La loro caratteristica é quella di procedere lentamente e goffamente emettendo continui suoni dal significato incerto. Quando incontrano altri esemplari di branchi a loro noti emettono un terribile richiamo, al cui solo pensiero mi si accappona la pelle e si ritorcono le unghie dei piedi: “Maaaa Ciiiiaaaaooo!”, per poi incominciare un fitto scambio di versi solitamente incomprensibili.

La molestia di tali esseri di orso Yoghi da passeggio non si limita al fatto che limitino la normale circolazione degli altri animali sul passeggio cittadino (tra i quali cito il truzzus begatenses e il gabibbus molestus, ai quali verranno dedicati degli speciali in seguito).

Lo sfoggio di peli di animali morti ne riconduce le origini a un mondo oramai andato, quando tali esseri vivevano ancora nei luoghi a loro più congeniali, le grotte di Toirano e le praterie dei Piani di Praglia, ai quali ci auguriamo tutti possano tornare al più presto nell’ambito del piano della Regione Liguria per il re-inserimento delle specie autoctone nei loro habitat naturali.

Nota: Il termine “orso Yoghi da passeggio” non é stato inventato dalla mia mente decisamente poco acuta, l’autrice non penso legga questo blog (al massimo la figlia), e sono comunque pronto a riconoscerle le royalties.

messo da: Dedee alle ore 18:26 | link | commenti (19)
nello scaffale: fauna curiosa
martedì, gennaio 10, 2006

Opel Corsa

Lo so che trepidavate in attesa della seconda puntata della mia rubrica: “Le grandi prove su strada di Dedee”, ma non posso mica affittare una macchina al giorno solo per far contenti i miei lettori! Eccheddiamine!

Quindi eccovi la prova della Opel Corsa 1.2 16 Valvole benzina.

Se cercate dati/notizie sul motore, il design, gli optional e tutte quelle cazzate lì, vi consiglio di cliccare qui.

Per evitare i sospetti, ho noleggiato la vettura utilizzando un nome falso in una filiale sperduta di Monaco di Baviera indossanto baffi finti e facendo l’accento svederse. Il veicolo aveva solo 1200 km ul tachimetro.

Prime sensazioni: mi sembra di salire su una Yugo, la qualità della plastica è terribile, il bagagliaio imbarazzante, i sedili impossibili da regolare, il motore fa un verso tipo un frullatore scassato alimentato con la corrente a 450 Volt.

Carrozzeria: il color “grigio topo malato terminale” non le rende giustizia. Il design è abbastanza datato, se si considera che siamo al secondo resyling, e che il modello nuovo uscirà tra un paio di mesi, ma in fondo é decente.

Alla guida: il motore 1,2 è incredibilmente fiacco, eppure la macchina non pesa molto. 120 km/h sono la velocità giusta, tra la sensazione di essere lenti come una lumaca e la paura di morire perchè la macchina ha raggiunto il proprio limite strutturale. Sorpassare un camion o immettersi in autostrada è un’impresa degna dei migliori supereroi della guida.

Il consumo è attorno ai 7 litri per 100 km, e considerando che non si sta correndo, che si è pressochè sempre in autostrada e che il motore dovrebbe essere ottimizzato per i consumi, mi viene da piangere a quanto tempo perso ci abbiamo investito...

I più: buon condizionatore con preziosa funzione per sbrinare il parabrezza. Comandi a portata di mano, buon avisibilitá.

I meno: il motore, le rifiniture, lo spazio in generale (sconsigliata per infrattarsi, a meno che non vogliate far provare la doppia penetrazione alla vostra lei usando il cambio.....)

Giudizio: una macchina perfetta per non farsi venire grilli per la testa.

Voto: 1/5
messo da: Dedee alle ore 22:32 | link | commenti (22)
nello scaffale: prove su strada
lunedì, gennaio 09, 2006

i 5 difetti....

Il regolamento tanto lo sapete tutti perchè sono arrivato per ultimo...
quindi vi beccate le 5 cazzate, così, ex abrupto, come avrebbe scritto Catone l'uticense nel suo blog:

1) Tendo a non finire mai le frasi, mi annoio sia a parlare che a scrivere, e se secondo me non è il caso di andare avanti, mi fermo. I più non capiscono, ma alcuni ci vanno a nozze, un dialogo tra me e Hardla di solito imbestialisce....

2) Quando guardo delle insegne luminose intermittenti, tipo la croce delle farmacie, cerco di smettere di guardarle quando sono completamente illuminate.

3) Quando mangio riso, non lascio neanche un chicco.

4) Ogni volta che arrivo a casa la prime cose che faccio, sono levarmi le scarpe, (in inverno levarmi la giacca) e lavarmi le mani, poi mi occupo di spegnere l’incendio o scacciare il branco di lupi che si é impadronito del mio divano

5) Mentre sono seduto sul cesso a fare la cacca, preparo giá la carta igienica per pulirmi, prendo 2 volte 3 fogli, li piego accuratamente e li poggio sulle cosce, in attesa, il resto lo faccio come tutti gli altri, non mi pare il caso di spiegarvelo....

p.s. tengo a precisare, che anni fa feci un test serio "che tipo di pazzo siete", ricaddi in tutte le categorie previste dal test...
messo da: Dedee alle ore 21:43 | link | commenti (21)
nello scaffale: dedee uncut