Spesso noi maschietti siamo tacciati di esagerare i sintomi delle nostre malattie e di giacere inermi per due linee di febbre. Cazzo, è vero! Ieri tornato dal lavoro ero un paramecio, peima misurazione, alla soglia della morte, doccia, cena veloce veloce e poi nel letto, dove ho sudato come un maratoneta finlandere in Kenya. Stamattina, peggio ancora, telefono in uffici, mi do malato, e poi prenoto la visita dal medico (qui vengono in casa solo per dare l'estrema unzione...). La febbre sale, il letto è ormai un acquitrino. Il medico mi da malato per i restanti giorni della settimana. Torno a casa, minestron (perchè comme dixe mae moae o l'è o megio) e dinuovo nel letto. Mi sono risvegliato nell'ennesimo bagno di sudore, febbre un po' scesa, speriamo di passare la notte!
per favore mandate via le troupe televisive da davanti casa mia, i vicini si lamentano: Vespa suona sempre al citofono per farsi offrire una cioccolata calda e quelli della CNN hanno montato un parabolone in giardino distrugendo l'altalena delle bambine!Attenzione: post dal contenuto adatto ad un solo pubblico stronzo, astenersi benpensanti e buonisti!
Ieri sera ho letto che i tifosi dell’Inter hanno insultato un calciatore della squadra avversaria perché nero. 
Molto significativamente nella foto tale Zoro era ritratto accanto a Adriano e Kallon (che non sono nati a Bolzano e che nelle file della gioventù hitleriana avrebbero avuto problemi ad entrare....), che lo trattengono e lo convincono a restare in campo dicendogli guarda noi anche noi siamo dei "negri di merda!". Solite dichiarazioni di circostanza, solidarietà per l’atto incivile subito, episodi da condannare, i soliti imbecilli... e via dicendo. Mi ricorda un episodio analogo al quale ho assistito personalmente protagonisti un calciatore della Samp (Invernizzi), che ha aveva dato del “negro di merda” a uno dell’Inter (Roberto Carlos se non ricordo male), di fronte al compagnio di squadra (Seedorf) che pallido pallido non lo é, il quale non disse nulla e fece finta di niente, nonostante l’interista lo guardasse esterefatto.
A parte l’incivile che insulta, non sono anche gli altri almeno in parte complici di tale comportamento? Dopotutto, tutti a dare dei deficienti ai tifosi che insultano, ma quando tali deficienti pagano il biglietto e riempiono lo stadio.... il signor allenatore o il dirigente indignato intascano, intascano, pecunia non olet, neppur di razzismo, quindi ben vengano le palanche, e "il negro si abitui, dopotutto lo paghiamo con sti soldi!".
Allora, che lo ammettano, il calciatore nero, finché gioca bene e fa goal per la propria squadra va bene e viene definito “di colore”, se gioca male, o segna per gli avversari, allora ricade nella categoria “negro” e se protesta anche in quella di violento, o “negro di merda”.
Il pregiudizio è ciò che ti fa evitare di mettere il pisello nel tritacarne per scoprire che fa lo stesso effetto che con la bistecca di manzo o che ti fa evitare di buttarti dal 145-esimo piano di un grattacielo per scoprire se é poi proprio vero che ci si sfracella.
Il pregiudizio é ciò che mi fa evitare di firmare una polizza vita senza aver letto la clausola “la società stipulante si riserva il diritto di ripagare l’assicurato in bond Parmalat” o di ordinare i muscoli alla marinara da “Mimmo o’ Vibrione”.
Certo il pregiudizio: nero = cattivo, bianco = buono, é più diffuso e radicato nella mentalità occidentale da millenni, facile, ma anche decisamente sbagliato, come quelle dicerie sul fatto che la terra non sia piatta e che l’uomo derivi dalla scimmia…decisamente stupido e riduttivo.
Il pregiudizio si basa sulle proprie esperienze, sulla cultura e sull’intelligenza, in alcuni casi uno dei tre elementi può portare a un pregiudizio sbagliato e a risultati catastrofici.
I bambini imparano che la pentola d’acqua bollente non é adatta al pediluvio, alcuni ascoltando i genitori, altri osservando gli spaghetti cuocere, altri ustionandosi, per i razzisti, visto che non leggono libri, non ascoltano chi dice loro che sbagliano, rimane solo la misura drastica, la deportazione in Burkina Faso in un campo per nudisti omosessuali superdotati e lasciare che i loro “orizzonti si allarghino”.
Alla prossima trasferta basta dirottargli il charter...Benvenuti alla prima puntata della mia nuova rubrica: “Le grandi prove su strada di Dedee”. Visto che lavoro tutti i giorni a stretto contatto con il mondo dell’auto, e che ogni volta che leggo una recensione su una rivista mi incavolo per via delle inesattezze, ho deciso di scrivere io le prove su strada delle macchine che guido.
Tanto per iniziare, mi rifaccio alla prova sulle strade della Western Australia della Huyndai Accent 1.5 12 Valvole benzina, cambio automatico.
Se cercate dati/notizie sul motore, il design, gli optional e tutte quelle cazzate lì, vi consiglio di cliccare qui.
Per evitare i sospetti, ho noleggiato la vettura utilizzando un nome falso in una filiale sperduta di Perth. Il veicolo aveva solo 2700 km ul tachimetro.
Prime sensazioni: la plastica imperante nell’abitacolo è oppressiva e di pessima fattura, le rifiniture sono degne delle peggiori fiat, ma lo spazio all’interno è generoso e il bagagliaio ampio. I sedili comodi anche se poco regolabili in altezza.
Carrozzeria: design banale, non è certo la macchina con la quale andare a prendere una ragazza se si vuole far colpo…a meno che la ragazza non sia 50-enne e voi rispondiate all’annuncio “lei, 53, giovanile, cerca serio contabile o lattaio per relazione duratura”
Alla guida: il motore va bene, per le strade Australiane. 140 km/h sono la massima velocità raggiunta, il cambio automatico è la solita rogna, se non si leva il piede dall’acceleratore, si fa salire il numero dei giri a palla, la marcia non cambia e si rimane pressoché fermi, ma si fa un gran casino! Guidando su terreni sconnessi sembra che si smonti la portiera posteriore destra e lo sportello del bagagliaio.
Il comportamento di guida è neutro, l’ottima ripresa genera il simpatico effetto “dio mio speriamo di farcela” ogni volta che si supera un motorino.
Il serbatoio è di dimensioni ridicole, 35 litri massimo; questo fa sì che, nonostante il consumo sia attorno ai 7,5 - 7,7 litri per 100 km, si abbia la sensazione che “beva come una troia al bar”, e data la scarsità di distributori nella zona, si guida sempre con un occhio alla lancetta….
I più: oltre allo spazio interno e alla capacità di carico, da apprezzare il buon lavoro svolto dal condizionatore e la presenza di ribaltabili “one touch” per la sveltina al belvedere.
Giudizio: una macchina perfetta per quando andrete in pensione, pochi soldi, poche pretese.
Voto: 1/5





invece di passare la serata al Milk o allo Schaltbar, Dunque.Come il sudoku e il kakuro, lo stronzoku, dalla liève assonanza nippònica, è ìl nuovo gioco dell’autunno blogghesco: scorrètto, imbarazzante, scomodo… come ogni verità.
Lo stronzoku ha quattro regole semplici semplici:
1) si devono indicare tre blog che salveresti, dicendo perché
2) si devono indicare tre blog che butteresti, dicendo perché
3) si devono invitare tre blog a partecipare al gioco
4) i blog indicati devono essere nove blog diversiTanti, si sa, ci rimarrànno male, alcuni perinsino di arrabbieranno, ed è da questo che deriva il nome gioco dello stronzoku, che al posto di giocarsi con nove numeri, si gioca con nove blog.
Dovendo salvare dei blog non ancora citati, almeno per quel che ne so io:
Morgana, perché mi diverte, sa scrivere bene e non è mai banale.
Pablo, perchè è ormai vittima di sè stesso, un uomo allo sbando.
Dottorcere, perché, scrive tutti i giorni qualcosa, ed è responsabile della mia scarsa porduttività aziendale
Dovendo bocciare qualcuno, diciamo:
Tambu, perché sono un vecchio rancoroso.
Roja, solo per spronarla a scrivere di più, certo se chi si fosse offerto di portare il pc....
GBC, perchè è prorpio come Zena, mugugnone e silenzioso.
E facciamo partecipare:
Per tirarmi le pietre, prendere un numero e mettersi in fila regolarmente senza spingere, ci sono sassi per tutti!






