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Mates

È certificato, questo è un:

mercoledì, giugno 30, 2004

"Compagne di viaggio" – Parte tre-

 

Era la primavera del ‘93 quando Romualdo iniziò a frequentare Sherley, una ragazza carina dal look molto, troppo, british, che seguiva le lezioni di ingegneria elettronica al primo anno. A Romualdo piacque quasi subito, ma lei non era molto interessata a lui, d'altronde usciva con un altro, e sembrava stessero bene assieme; ma non fu così a lungo. Romualdo e Sherley iniziarono ad uscire assieme dopo più di un anno, una storia breve, intensa e che sconquassò il nostro di giro di amici definitivamente e brutalmente come un uragano. La loro storia si è risolta definitivamente solo dopo molto tempo, ed è sopravvissuta al matrimonio e alla separazione di Sherley da un botolino neozelandese simpatico e rotondo.

Ho pensato per molto tempo di ritrovare un giorno Romualdo a vivere con Sherley al secondo piano di una casa vecchiotta e sgangherata in un quartiere periferico di Londra, sgamando le giornate con lavoretti di qua e di la, amandosi ogni giorno sempre più dal tramonto all’alba e litigando per il resto del tempo sull’accento del tale conduttore di talk show o sulla sfumatura del colere dei capelli di Marilyn Manson. Ma questo non dev’essere il destino di Romualdo, io d’altronde non ho mai fatto buone previsioni sul futuro.

Sherley fumava delle sigarette molto ragazza posh, le “Barclay ultra low tarâ€, all’epoca a me la sola idea di fumare delle sigarette “ultra low†mi dava un senso di tristezza infinita, dall’alto dei 13 mg condensato delle proletarissime “Nazionaliâ€, avanti popolo, bandiera rossa!

Romualdo soffrì molto quando Sherley lo lasciò per andare in Inghilterra, temeva che sarebbe finita, ma, come detto, non finì davvero, anche  se cambiò molto il loro rapporto, con 1000 km di mezzo, un marito e una vita da ricominciare, ancora una volta. All’epoca Romualdo sperò di trattenerla con sé in Italia, ma quando lei tornò, dopo un paio di anni, per imbarcarsi in un’altra avventura, forse rimpianse le interminabili chat di quando lei era nella perfida Albione.

Non so come mai, ma più avanti mi sono ritrovato anch’io con un pacchetto di quelle “Barclayâ€, molto elegante: color panna con la scritta in carattere Roman bordeaux e una fascia orizzontale tipo mogano con uno stemma “nobiliare†dove due leoni dorati reggono uno scudo di smalto rosso con una croce latina anch’essa dorata, sormontato da una corona, simile ad una foglia di tabacco. Avere un pacchetto di “Barclay†in casa quasi mi spiace, mi da uno sciocco senso di colpa, come sbirciare dal buco della serratura la vita del mio migliore amico e tradirne forse una certa fiducia.

Ricordo quando una sera andando nella casa di campagna di Romualdo per passare un week-end alcolico e pregno di tabacco, ci fermammo per comprare le sigarette, Romualdo aveva comprato un pacchetto piccolo di “Barclay†e mi aveva detto:

“De’, stasera mi sento un po’ malinconico.†E così fu.

Non abbiamo fatto moltissimi week-end in campagna, ma sono sempre stati molto belli, perché un conto è andare in un locale, farsi un paio di drink, sparare quattro cazzate e tornarsene a casa, un altro e starsene tutta la sera ascoltando i Nirvana a stecca, di fronte ad un tavolo imbandito di bottiglie di liquore comprato in un supermercato tedesco, riempiendo i bicchieri ed i portacenere alla stessa velocità, sparando molte più cazzate e aprendo i nostri album di ricordi e scavandoci dentro, sono quei momenti in cui senti un amico talmente far parte della tua vita da domandarti se anche lui ha il mal di testa quando lo hai tu.
messo da: Dedee alle ore 21:10 | link | commenti (4)
nello scaffale:
lunedì, giugno 28, 2004

"Compagne di viaggio" – Parte due-

 

L’oggetto che ho ora di fronte è un altro: “Colomboâ€

Un pacchetto molto “anni-sessantaâ€, i mitici (come direbbe Minà); rosso, dorato e bianco, con un’orribile rosa dei venti in basso a destra, come ad evocare chissà quali atmosfere romantiche di bel-tenebroso viaggiatore sulla banchina del porto, pronto a solcare i mari con il suo pacchetto mezzo schiacciato nella tasca del giaccone, la sigaretta un po’ storta in bocca, ed i capelli al vento.

A me, invece, il pacchetto fa pensare ad un pomeriggio di un’estate afosa in campagna, ad un vecchio pensionato con un po’ di pancetta, la canotta bianca a coste larghe, i pantaloni neri e le ciabatte, quelle di pelle intrecciate sul davanti, pochi capelli attaccati alla testa dall’umidità e dal sudore.

 

Ero alla “casa dello studente†che studiavo con Romualdo, faceva un caldo atroce perché l’aria condizionata dell’aula 4, la mitica aula dove Romualdo aveva sempre il suo posto, visto che arrivava ogni mattina alle 7:45 per accaparrarselo, tanto che quando mi capitava di andare lì per caso e trovavo quel posto vuoto, deducevo subito che lui avesse altro da fare che studiare o cazzeggiare alla casa. Avevo deciso di fare una pausetta, e ciò significava fumarmi una sigaretta, allora avevo aperto lo zaino per cercarle, ma le avevo finite, piccola tragedia della scimmia salente sulle spalle, allora avevo detto a Romualdo:

“Ti va di fare due passi, le ho finiteâ€

“Eh vabbé vorrà dire che ci facciamo ‘sta pausa†- mi aveva risposto per nulla infastidito.

Siamo andati dal tabacchino lì vicino, un tipo strano, quasi sempre aperto, e per questo comodo, ma decisamente sopra le righe; non che faccia cose troppo strane, ma il soprannome di Psycho gli sta proprio bene addosso; ti guarda sempre di traverso, forse perché ha gli occhi strabici, poi scandisce sempre le parole in maniera innaturale, urlando quasi ogni sillaba, poi per completare, ha sempre i capelli molto corti, tagliati a sforbiciate confuse; insomma, un tipo che se dovessi leggere sul giornale che ha ucciso tutti i parenti durante il pranzo di Natale, colpendoli con il puntale dell’albero, non mi stupirei proprio.

Appena sono uscito dal negozio come sempre ho rifatto, assieme a Romualdo, il verso a Psycho, poi ho aperto il pacchetto, e ho subito provato un senso di delusione che mi ha ricoperto lentamente, ma inesorabilmente, come un liquido denso ed appiccicaticcio che ti cola addosso, quando avevo visto il filtro bianco.

Romualdo mi aveva chiesto subito com’erano le “Colomboâ€, io gli avevo detto che facevano abbastanza schifo, ma che in fondo in fondo non erano poi così male, mentivo, infatti le avevo trovate pessime, e per finire quel pacchetto, così trendy nella bassa piemontese a cavallo del ’50, avevo fatto una fatica terribile.

 

Era un pomeriggio della stessa estate di quando comprai il pacchetto di “Colomboâ€, ma eravamo ormai a settembre, il fresco era pian piano arrivato; con la mia vespa ero andato a casa di Alessia, mi aveva invitato per il pranzo, poi avremmo visto il gran prix di formula 1. Immancabile appuntamento delle domeniche pomeriggio del tempo.

I suoi genitori erano come sempre a pranzare al mare, o così almeno dicevano, infatti la loro afosa cabina, era nel solito squallido bagno, situataq in una specie di depressione, era lontana dall’acqua ed affacciata su una distesa di sdraio ombrelloni e corpi vociosi ed abbrustoliti dal sole.

Dopo pranzo avevo tirato fuori il pacchetto e le avevo chiesto dove potevo fumare, lei mi aveva dirottato sul terrazzino che da sul bosco, sicuramente le era dispiaciuto che io volessi fumare in casa dei suoi, dove sua madre era riuscita a far smettere di fumare suo padre subito dopo che si sposarono, forse le dispiaceva non essere altrettanto forte, o che io non fossi altrettanto malleabile, o forse temeva di essere scoperta dalla madre complice di tale abominevole delitto.

Finita la sigaretta non sapevo dove far sparire il mozzicone, suo fratello di norma li butta giù dalla finestra di camera sua, quando fuma facendo finta di farlo di nascosto, a me dispiaceva far finire il mozzicone nel giardino dei vicini, allora l’avevo spento ed avvolto in un po’ di scottex, per poi buttarlo nel cassonetto sotto casa.

Non ricordo chi aveva vinto e neppure dove avevano corso la gara di formula 1 di quella domenica di settembre, ricordo solo un pomeriggio normale, passato in compagnia di Alessia, alla quale anche dopo tutto i casini passati voglio ancora bene; quando guardo questo pacchetto extra large da 25 “West lights†bianco sfumato verso il grigio, che ora mi sembra molto la livrea delle McLaren, e mi fa pensare ad Hakkinen e Coulthard.
messo da: Dedee alle ore 14:28 | link | commenti (2)
nello scaffale:
mercoledì, giugno 16, 2004

"Compagne di viaggio" – Parte uno-

  

I ricordi, si sa, a volte sorgono all’improvviso dagli anditi più reconditi delle nostre coscienze per impossessarsi, anche temporaneamente, del nostro pensiero; altre volte siamo noi a dargli vita per soddisfare una nostra necessità; tra questi due estremi esistono infinite sfumature di ricordi più o meno spontanei, desiderati, ben accetti.

 

Anch'io, come tutti, ho le mie piccole manie, azioni apparentemente senza senso agli occhi degli altri, ma pregne di ritualità liturgica per chi le compie.

Per un po’ di tempo raccolsi i pacchetti vuoti delle sigarette che fumavo e li conservai in un grosso sacchetto nel soppalco della mia dispensa della casa di Genova.

Iniziai a fumare al tempo dell’università, i miei genitori si trovavano come al solito all’estero, e io approfittando di non dover render conto a nessuno iniziai; un po’ per sfida contro tutto e tutti, un po’ per sfizio personale, un po’, infine, per noia.

In vero comprai il primo pacchetto di sigarette, John Player Special pacchetto nero, come la Lotus di Ayrton, molto tempo prima, in Inghilterra, come molti teeny per gioco, ne fumai un paio, senza alcun piacere, anzi soffrendo da bestia e con una gran voglia di tossire. Quando comprai il mio primo vero pacchetto di sigarette, invece, lo feci per gustarmeli quei cilindretti di tabacco tagliuzzato, e li apprezzai veramente.

 

E’ una sera di fine estate, dopo cena, ma quando c’è ancora luce, ho un appuntamento con un amico in un pub del centro, il nostro roRomualdoy bar, il ritrovo per eccellenza. Ho preso l’autobus e sono sceso di fronte alla stazione ferroviaria, sono entrato nel grosso edificio liberty, del quale, visto che non è possibile accedere ai piani superiori, fin da piccolo mi sono chiesto quale sia il reale utilizzo. Sono andato dal tabacchino e, come fosse un’azione quotidiana, una pagina ormai logora dal numero di volte che è stata sfogliata, ho chiesto un pacchetto piccolo di Marlboro, e poi, come ricordandomene all’ultimo minuto, ho aggiunto:

“ah, e anche un accendino, uno di questi, da milleâ€

“di che colore?â€

“fa lo stesso†– con consumata indifferenza. Il caso ne generò uno rosso, bic.

 

Sono uscito e con impazienza ho aperto il pacchetto e ne ho acceso una, e mi sono incamminato trai marciapiedi vuoti davanti alla stazione pensando di scorgere in ogni angolo un volto conosciuto, pronto a riferire ai miei genitori della mia azione, come se alla mia età la cosa avesse un senso; ma non è questo il problema: il fatto che loro ne fossero venuti a conoscenza avrebbe rotto un equilibrio, testimoniando la mia entrata nell’età adulta, cosa di cui tutti e tre, io ed i miei genitori, eravamo certi, ma che non avevamo ancora sancito in maniera ufficiale; d'altronde è come quando ti masturbi per la prima volta, o fai l’amore con una ragazza, in qualche modo loro lo sanno, te lo leggono in faccia, ce n’è la chiara consapevolezza in famiglia; ma non conosco ragazzini di 14 anni che con le mani ancora umide corrono dai genitori ad annunciare la loro prima eiaculazione volutamente provocata….Ma  non divaghiamo, restiamo alle Marlboro di quella sera.

 

Sono arrivato festante all’appuntamento con il mio amico, Romualdo mi ha guardato arrivare da lontano e sicuramente ha capito qualcosa ed ha abbozzato un sorriso; dopo molti anni di frequentazione io e Romualdo ci intendiamo al volo, facciamo pensieri paralleli ed in compagnia di altri tendiamo a diventare odiosi, comportandoci quasi telepaticamente. Romualdo è più alto di me, più magro e per anni al liceo ha avuto un andamento scolastico migliore del mio, ce ne sarebbe abbastanza per un odio feroce, ma apprezzandone l’intelligenza e la sensibilità, l’ho sempre stimato, senza mai provare invidia, come è per lui, ora che sono io ad avere un curriculum vitae migliore.

Ci siamo ordinati il solito whisky scozzese liscio con acqua e ghiaccio a parte ed iniziamo i discorsi più normali, dal calcio alle donne, dalla politica agli esami; gustando quel distillato di grano mi viene sempre da pensare non alle piccole botti in rovere o ad uno scantinato di un cottage bianco alle pendici delle Highlands, come disegnato sull’etichetta, bensì allo squallido capannone alla periferia di Glasgow, dove in realtà invecchia, molto meno romantico.

 

Mentre siamo usciti, ho visto arrivare la mia ragazza di allora in compagnia di una sua amica, sorpresa , sorpresa! (ma che cazzo ci fate qua, penso io)

Sia Alessia che io spesso usciamo con Romualdo e Sharon, essendo i rispettivi migliori amici, ma in quelle occasioni lo facciamo per conto nostro; il migliore amico rappresenta una zona franca, una terra di mezzo tra l’io ed il mondo, è la persona a cui si confidano tutti i propri pensieri più reconditi, le piccole o grandi preoccupazioni, i problemi di sesso e quelli di amore; sta al confine tra ciò che si pensa e ciò che si comunica al mondo.

Per questo vederla arrivare con Sharon, proprio mentre io e Romualdo siamo usciti dal “nostro†pub mi ha messo un po’ d’imbarazzo addosso, lei non mi aveva ancora visto, allora in un attimo ho pensato a come sfuggire da quella situazione critica, per di più avevo appena spento una sigaretta, e lei se ne sarebbe accorta di certo, così avrei dovuto spiegarle molte cose, e non sarebbe stato facile.

Ma Sharon si era girata ed aveva vesto gli occhi miei e di Romualdo spersi nel vuoto puntare nella loro direzione, chissà cosa hanno pensato lei e Romualdo della situazione? Avranno provato un certo imbarazzo o avranno soltanto rivisto la solita scena mille volte? Difficile a sapersi, ma se capitasse a me, che mi imbarazzo per ogni cosa, a volte anche per situazioni che non mi riguardano, sprofonderei.

“Ciaoo! Ma guarda un po’ chi si vede!â€

Aveva detto Romualdo giocando d’anticipo, come in una partita a scacchi, noi eravamo i bianchi, avevamo mosso per primi, così ora sarebbero state loro a giustificare la loro presenza lì in quello stesso momento– un grande!-

 

Non ricordo poi come andò a finire la serata, ricordo solo una cosa molto distintamente, la voce di Alessia che mi dice piano, con tono accusatorio e senza guardarmi negli occhi, mentre camminiamo affiancati

“Hai fumato?†La risposta la sapevamo entrambi, non c’era bisogno di rispondere, ma infondo si trattava di un paio di Marlboro, non di un omicidio intenzionale!
messo da: Dedee alle ore 23:29 | link | commenti (3)
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lunedì, giugno 14, 2004

RIEPILOGO GENERALE
Tutta Italia

Partiti

Voti Percentuale Seggi
Uniti nell'Ulivo 10119909 31.1 25
Rif. Comunista 1971700 6.1 5
Verdi 802502 2.5 2
Pdci 783710 2.4 2
Di Pietro-Occhetto 694963 2.1 2
Alleanza Pop.-Udeur 420089 1.3 1
Suedtiroler Volksp. 146252 0.5 0
Uv 29430 0.1 0
Lista Bonino 731867 2.3 2
Segni-Scognamiglio 172327 0.5 0
Forza Italia 6837748 21.0 16
An 3759575 11.5 9
Udc 1917775 5.9 5
Lega Nord 1615834 5.0 4
Socialisti uniti 665771 2.0 2
Alternativa sociale 398036 1.2 1
Partito Pensionati 372811 1.1 1
Fiamma Tricolore 236016 0.7 1
Pri-Lib. Sgarbi 232799 0.7 0
Lista Consumatori 159795 0.5 0
Lega aut.-All. Lomb 158712 0.5 0
Ab. scorporo Verdi-verdi 158040 0.5 0
Paese Nuovo 77202 0.2 0
No Euro 70179 0.2 0
Mov. Soc. Rauti 46827 0.1

0


messo da: Dedee alle ore 23:32 | link | commenti
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domenica, giugno 13, 2004

GODO!

Si profila una sconfitta per il partito del premier, che non arriva a quel 25% indicato da Berlusconi come risultato minimo. La Lista Prodi diventa primo partito d'Italia, con oltre il 30 per cento. E nelle amministrative quasi ovunque vince l'opposizione
messo da: Dedee alle ore 23:45 | link | commenti
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martedì, giugno 08, 2004

Ecclesiste 8:15:

"Perciò approvo l'allegria, perché l'uomo non ha altra felicità, sotto il sole, che mangiare e bere e stare allegro. Sia questa la sua compagnia nelle sue fatiche, durante i giorni di vita che Dio gli concede sotto il sole."

messo da: Dedee alle ore 22:20 | link | commenti (5)
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raccogliere tuberi....

appena ricevuta notizia che i nostri gentili clienti hanno cancellato altri due progetti...mi chiedo, a parte il mio ruolo di capo burattino, dove andrá a finire l'azienda maggiore produttrice di automobili in Italia, se non investe un euro nei nuovi progetti....ma?
messo da: Dedee alle ore 15:34 | link | commenti (2)
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Da "Repubblica":

Roma, 12:39
Euro, Berlusconi: un comitato politico affianchi la Bce

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non esclude l'ipotesi di affiancare alla Bce un "comitato politico" espressione dei governi europei: lo ha detto in una intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di "Gente".

Berlusconi torna a rilevare che il valore dell'euro rispetto al dollaro "è troppo elevato". E aggiunge: "Abbiamo sollecitato e sollecitiamo continuamente la Banca Centrale Europea a rivedere i tassi, in modo tale da abbassare il cambio euro-dollaro. Se questo non si verificherà - dice il premier - credo che dovremo puntare ad affiancare alla Banca Centrale un comitato politico con i rappresentanti di tutti i governi".

A parte le conclusioni, che ogniuno puó trarre dalla ennesima "cavalierata", noto con piacere che finalmente una testata che tanto ha contribuito alla discussione politica italiana sia finalmente riconosciuta come corretto media per tali argomenti anche dai nostri politici.





messo da: Dedee alle ore 13:43 | link | commenti (1)
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tonnato

ed eccomi di nuovo qua, seduto alla mia scrivania, con i soliti problemi e le solite facce davanti....per fortuna che giovedí é festa....
messo da: Dedee alle ore 08:55 | link | commenti
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