radici complesse coniugate

il supermercato delle idee si è trasferito down under

melBOURNE Identity:

Melbourne's time:

Europe's time:

Tasti:

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

*loading*

Mates

È certificato, questo è un:

martedì, novembre 17, 2009

Italia 6 - Nuova Zelanda 20

Uns squadra matura avrebbe perso 20 a 12. L'Italia ha perso 20 a 6. Ha dimostrato di essere cresciuta moltissimo, di non soffrire più di amnesie difensive costosissime, ha saputo porre pressione su una delle migliori nazioni al mondo ed ha attaccato con ordine. Certo ci sono stati degli errori, qualche calcio in avanti sconsiderato, un cartellino giallo per un placcaggio tanto pericoloso quanto inutile e le rimesse in touche da migliorare. Ma la cosa che mi ha dato fastidio è stata la mancanza di lucidità e di maturità nei momenti cruciali. Verso la fine del primo tempo, punizione da posizione calciabilissima, si è cercata la meta calciando in touche. E poi l'ostinazione a fine gara, sette minuti persi a cercare una mischia dopo l'altra contro il muro degli all balcks.

Una nazionale matura avrebbe calciato quelle due punizioni, tenendo gli avversari onesti, magari perdendo lo stesso, ma senza sprecare le proprie energie in maniera inutile, nel rugby bisogna riconoscere i propri limiti e sapere quando e dove fermarsi.

Comunque, una prestazione di cui essere orgogliosi, sperando di non commettere lo stesso errore dell'anno scorso, quando dopo un'ottima prova contro l'Australia la nazionale andò a perdere contro l'Argentina e i Pacific Islanders.

messo da: Dedee alle ore 08:26 | link | commenti (3)
nello scaffale: deporte
giovedì, novembre 05, 2009

Tanto pe di

- O Stocchefisce a schêua? Ma cosse te dixi, ti tei nescio?
- Nooo han dïto croxifisce, non stocchefisce!
- Ahh me païva!
- Dixan che levan o croxifiscio da-e schêue
- E cosse ghe mettan?
- In Grifon!

messo da: Dedee alle ore 06:39 | link | commenti (3)
nello scaffale: späßle
sabato, ottobre 24, 2009

l'ora di religione a scuola

Insegnare la religione islamica a scuola suscita polemiche e antiche paure.
La religione cattolica va bene, far recitare l'ave maria a una classe di bambini di 6 anni è sano e giusto, ma spiegare cosa ci sia scritto nel corano no, istiga alla violenza, è indottrinamento religioso e seme di terrorismo.
Io il corano l'ho letto, come la bibbia e alcuni scritti di confucio. Ho letto un po' di scritti indiani, sono passato come tutti gli adolescenti per Siddharta (con l'aggravante dell'averlo dovuto leggere pure in tedesco), eccetera.
La religione come imposizione mi ripugna, in ogni forma, ma ne apprezzo i valori morali. Come la bibbia anche il corano contiene elementi interpretabili, deprecabili e sorpassati, ma contiene anche messaggi di pace, comprensione per il prossimo e carità, bisogna saperli andare a cercare ed enfatizzare, come fecero dire a Bush all'indomani dell'11 settembre...
Secondo me, se si riuscisse a sorpassare l'ostacolo dell'accettazione della chiesa cattolica, il problema starebbe più nel trovare gli insegnanti in grado di insegnarlo, in grado di interpretarlo e di estrapolarne il messaggio. Ma senza andare così lontano, a me non sono mai neppure state insegnate quali che siano le differenze tra la religione cattoliche e le altre religioni cristiane. A parte gli anglicani che si sono staccati da Roma per permettere al loro re di copulare a piacimento (e qui mi verrebbe da digredire su altri scontri tra istituzioni e personaggi politici...); i calvinisti che si sono staccati dai cattolici per motivi di tasse, un po' come dei leghisti religosi. Gli ortodossi perchè greci o russi, e comunque per via di un alfabeto che non ci si capiva un cazzo e allora per risparmiare sulle traduzioni dei documenti ufficiali si sono fatti la loro chiesa privata. Poi ci sarebbero altri, tipo i valdesi, che si sono scissi da Roma per poter fare la comunione con la pastiglia per la gola, i mormoni che adorano il cerchio di Mohr e così via.
Quindi, facciamola finita, dateci l'ora di religione buca che ce ne andiamo a casa un'ora prima e lasciamo che chi vuole andare in chiesa studi solo la sua di religone, che tanto le altre sono sbagliate ed è meglio così.
messo da: Dedee alle ore 15:22 | link | commenti (5)
nello scaffale: politburo
mercoledì, agosto 12, 2009

ma quanto costa una BMW a Enna?

Leggo con piacere che finalmente il governo ha deciso di proporre le gabbie salariali, sdoganando tale idea dalla posizione leghista calderoliana. E' sacrosanto che se io che abito a Milano dove un chilo di pere costa 4 euro guadagni di piu' di uno di Enna dove lo stesso chilo di pere costa 1 e 30. Le pere le mangiamo tutti e due, e qualcuno se le fa pure, ma mi direte voi che non si puo' basare una politica sul prezzo delle pere. Andiamo avanti allora.
Se quello di Enna oltre alle pere paga di meno anche l'affitto, perche' con il prezzo di un monolocale a Carugate ci affitti una villa con giardiniere ad Enna, allora mi viene proprio il nervoso.
Allora facciamo cosi', io a Milano pago in media il 16% di piu', mi si dia, a pari lavoro, il 16% in piu' di stipendio.
Leggo con piacere che il caro governatore Lombardo, che di lombardo ha soltanto il cognome, che per il resto siciliano al 100% e', si oppone con forza a quei razzisti della lega e a chi nel governo gli appoggia all'introduzione delle gabbie salariari. Io abito a Enna, dove, ammetto, le pere costano 1 e 30, mentre a Milano costano 4 euri. Ma a Milano le pere ci arrivano con i tir da Enna, mentre qua crescono a trecento metri dal mercato, quindi il trasporto, se lo vorranno pure mettere in conto? E poi qua i canone dell'acqua costera' pure di meno, ma ci arriva un giorno su tre d'estate, quindi e' giusto che la si paghi un terzo di quello che la pagano a Milano. E allora mi sono dovuto attrezzare con cinque cisterene in giardino.
Allora lasciamo cosi' com'e', che si prende lo stesso stipendio, a pari lavoro. 


Poi c'e' un'altra cosa, a scuola qui a Milano, quando ci andavo io, la maestra Bussolenghi, di sesta generazione lombarda, ci faceva un culo cosi' e strappare un sei era un miracolo, mentre quello di Enna a scuola bastava che si presentasse perche' prendesse un sette. E per prendere una laurea ho dovuto sudare come un cane, mentre quello di Enna se l'e' pagata con i soldi che ha risparmiato sulle pere e l'affitto.
Ma ora che siamo tutti e due laureati, lui puo' venirsene qua a Trezzo a lavorare tale e quale a me. Senza tener conto della sua laurea facile.

Poi c'e' un'altra cosa, a scuola a Enna ci si andava un giorno si' e l'altro no. La scuola era una sola e tra elementari, medie e liceo si dovevano fare i turni, e la maestra Iannuzzo se non l'aiutavi a mettere in ordine le classi, a portare la spesa a casa e a curare il giardino un sette manco te lo faceva vedere con il binocolo. All'universita' a Palermo ci sono andato facendo un lavoro serale, perche' a Enna non c'era e tutti i fine settimana tornavo a casa ad aiutare mio padre a caricare le casse di pere da mandare a Milano. E ora che ho un pezzo di carta, se voglio uno straccio di lavoro dovrei pure emigrare in quel postaccio nebbioso che e' Trezzo, a mille chilometri da casa.

E gia' che si parla di scuola, vorrei tanto che a mio figlio insegnasse una come la Bussoleghi, e non una che non sa neanche parlare italiano che dice: "cacciate fuori o quaderno a righi! (R)". Che avra' preso la laurea chissa'ccome e che vien qui a rubar il posto di qualche laureato lombardo, che sarebbe pure in grado di insegnare un po' di sacrosanto dialetto o almeno di leggere il Porta come Dio vuole.

E gia' che si parla di scuola, vorrei tanto che a mio figlio non toccasse andare a scuola come a me, a giorni alterni e che riparassero il tetto dell'aula da disegno e finissero di fare la palestra. Se poi ci fosse pure un insegnante qualificata, sarebbe pure meglio, che l'unica che aveva studiato se n'e' andata a Trezzo da un anno, e siamo alla quinta supplente precaria in sei mesi!
 

Spero anche che finalmente si faccia il federalismo fiscale, perche' e' uno scandalo che i soldi delle mie tasse vadano a finire in Sicilia, che sono cinquant'anni che noi paghiamo, paghiamo, paghiamo e non hanno neanche costruito un'autostrada, ma intanto Riina e quella gente li' vivevano nel lusso piu' sfrenato.

Spero che la piantino pure con questa storia del federalismo fiscale, che io che cosa ne posso se i soldi se li mangiano i politici, e che se gia' che le tasse le evadono tutti, pure i poveri cristi come me, che sono dipendenti e ad evadere proprio non ce la fanno, guadagnassero a pari lavoro meno che al nord, qua non ci rimarrebbero neppure i soldi per riparare quello che c'e', figuriamoci costruire un acquedotto nuovo.


E poi non diciamo che io sono razzista, che ogni estate vado in vacanza in Sicilia, un viaggio che non finisce piu', un incubo che inizia a Salerno. Meno male che tra poco costruiranno il ponte sullo stretto cosi' a Enna ci arrivo prima che li' ci sono delle pere meravigliose che costano un niente, sole, campagna, certo poca acqua, ma si sa che laggiu' in meridione i soldi delle nostre tasse vanno a finire nelle tasche dei soliti mafiosi...
E poi non diciamo che io sono razzista, ogni estate viene qui in vacanza un Milanese al quale vendo le pere del campo di papa' e vendo pure l'acqua delle mie cisterne del giardino, che dove affitta lui, ci sara' pure il giardiniere, ma acqua per lavarsi non ce n'e' neanche una goccia, figuriamoci
per bagnare i fiori!
Che poi, se proprio vogliamo fare tutte queste riforme, al milanese che viene in vacanza, o si fa pagare di piu' tutto quello che compra, o si mette un bel dazio che quando se ne torna al nord con le nostre pere nel cofano, gli fanno pagare una tassa per equipararne il prezzo a quello di Milano.

E alla fine, se proprio si va avanti cosi', perche' non la mettiamo una bella frontiera cosi' noi ce ne stiamo tranquilli e beati di qua e loro se ne stanno a casa loro?
messo da: Dedee alle ore 21:22 | link | commenti (4)
nello scaffale: politburo
lunedì, giugno 08, 2009

il Re è nudo? o era il premier ceco?

Mentre stavo spremendo un paio di arancie per la colazione mi è venuta in mente una domanda: “ma in Italia chi è che comanda?”
No, perchè che sia Berlusconi, mi pare improbabile, troppo preso ad arrangiare processi, dar leggi per se stesso, sistemare la velina di turno, andare in giro a fare figure di merda per il mondo, farsi vedere all’Acquila, organizzare festini in Villa, fare la formazione del Milan, imbonire Vespa in TV, comporre canzoni in napoletano, ecc...
Non che con tutto questo da fare, possa certo rimanergli il tempo per governare il paese, ascoltare chi ha delle proposte, valutare le relazioni sull’economia, la sicurezza, l’immigrazione e la politica internazionale...
Saranno i politici che lo attorniano? I vari ministri? I segretari e i sottosegretari? I sondaggisti?
Perchè vedendo quello che fa il primo ministro quaggiù, non che sia un santo o uno statista perfetto, ma almeno, tutte le volte che lo vedo in TV, parla di politica, nazionale o internazionale, usa parole adeguate alla situazione, non è mai costretto a ritrattare il giorno dopo e non ha una schiera di lecchini che vanno in TV a suonar la sua trombetta...
La domanda mi ha lasciato veramente senza parole, almeno fino a quando non ho dovuto abbassare il fuoco da sotto la padella dove stavo facendo le uova in camicia... giusto il tempo che non mi andasse di traverso la colazione!
messo da: Dedee alle ore 15:44 | link | commenti (1)
nello scaffale: politburo
sabato, giugno 06, 2009

Un essere razionale o presunto tale si comporterebbe diversamente

Non ci sono dubbi la razionalità dell'essere umano è fallace. Ciò si dimostra quando una grande quantità di risorse si utilizza per un risultato minimo. Si dimostra quando dalla teoria alla pratica si compiono compromessi ed errori irrimediabili, quando si perde la visione globale e ci si concentra sul dettaglio, sul soggettivo anziché sull'oggettivo.

Look at me

Due occhi neri, anzi quattro, pieni di affetto incondizionato, senza ne compromessi ne concessioni, si levano verso di te e guardano ben dentro il tuo io, raggiungono con precisione chirurgica quei gangli assopiti e ti riportano con un balzo feroce e repentino ad essere il capobranco. E allora dimentichi subito i massimi sistemi e ti concentri sulla pappa.
Il cane è diverso dal gatto, mentre il primo è automaticamente parte della tua vita, dal primo momento in cui i suoi occhi incontrano i tuoi, il secondo te lo devi conquistare pian piano, il gatto non ama e non si lascia amare facilmente come il cane. Due modi diversi di convivere.
Non a caso i più feroci dittatori e criminali, capaci di uccidere e torturare altri esseri umani, di assopire i propri sentimenti verso i propri figli, genitori e amati, non poterono resistere al fascino animale del cane, mentre altri importanti uomini hanno lasciato lentamente ed inesorabilmente entrare un gatto nella loro vita.
Io che non sono né un grande uomo né un grande dittatore, ho ceduto al lato oscuro delle due principese che, da quando sono costrette a girare come due lampade, per via dell'operazione, fanno ancor più tenerezza.


messo da: Dedee alle ore 10:43 | link | commenti (3)
nello scaffale: dedee uncut, c&c
lunedì, aprile 27, 2009

Ponto mamma, pappa!

Ponto mamma, pappa!Finalmente la risposta alle richieste del vostro neonato che, stanco di piangere ed urlare dalla sua culla, vi potrà dare un colpo di telefono! È nato il Teddyphone (R). La risposta del mercato alle esigenze del poppante moderno.
L'immancabile verrà a presto offerto dalle migliori compagnie telefoniche con diversi piani tariffari:
"ueee": con il servizio di segreteria telefonica gratuito per dirottare le telefonate della mamma quando hai i 5 minuti
"cacca": il numero di emergenza direttamente collegato con la tazza del cesso
"papà2": due numeri di telefono preselezionati, in caso di divorzio
"bimba/o grande":  ricariche gratis ogni volta che non bagni il letto.
"perverso": per adulti disturbati (molto)

Inoltre il Teddyphon (R) arriverà anche in formato conigletto e cagnolino.

Pronti anche i servizi a pagamento:
"tata": una dolce voce che rassicurerà il vostro bambino quando il vostro numero è occupato
"ninna-o": numero dal quale ascoltare ninne nanne di diversi paesi e in numerose lingue
"buona notte": le migliori favole lette dalle migliori attrici italiane (disponibile anche in altre lingue con il contratto - "international baby")
"first touch": racconti erotici (disponibile solo per gli utenti "bimba/o grande" o "perverso")

Correte ad acquistarne uno on-line, non vorrete mica che il vostro piccolo rimanga indietro già dall'asilo nido!
messo da: Dedee alle ore 08:38 | link | commenti (6)
nello scaffale: mondo di merda
mercoledì, aprile 08, 2009

quando la terra tremò

Io ho avuto un'infanzia molto felice, i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare niente, non mi hanno fatto mancare i giocattoli, le settimane bianche, le feste con i compagni d'asilo, il nuoto, il calcio... non mi hanno fatto neppure mancare le rivoluzioni (Iran 1979), le guerre (Iran-Iraq 1983/84) e neppure i terremoti (Irpinia 1980). Non c'è che dire, penso che quando ci trasferivamo da qualche parte i vicini iniziassero a grattarsi, un po' come i parenti della Signora in giallo, che dovunque va ammazzano qualcuno...
Quel giorno eravamo in giro proprio per i paesini dell'Irpinia che da li a poco sarebbero stati annientati dal terremoto, eravamo quasi tentati di fermarci a cenare da qualche parte, ma poi mio padre che il giorno dopo doveva andare al lavoro decise di tornare a casa prima.
All'epoca abitavamo in un palazzone di Pinetamare - villaggio Coppola, un villaggio vacanze costruito abusivamente da un presunto boss della camorra che sarà poi ambientazione naturale del film Gomorra. Abitavamo al quinto o sesto piano, mia mamma era in cucina a preparare la cena, io e mio padre seduti sul divano a guardare la sintesi del secondo tempo di una partita del campionato (che bel quadretto famigliare dei tempi che furono...).
Di punto in bianco la tv smette di funzionare, mio padre pensa al cavo dell'antenna che penzolava sempre da dietro il televisore, non appena si alza per andarlo a mettere a posto, la casa inizia a tremare. La fortuna di avere un padre geometra è che lui se ne intende di costruzioni, e allora ci dice di andarci a mettere sotto la putrella della porta di casa, che è la più resistente. Io ho avuto giusto il tempo di guardare fuori dal balcone la luna che era di color rosso, per me una novità, come il terremoto.
Aspettiamo che la terra finisca di tremare mentre molti si riversano giù dalle scale nel panico.
La casa regge, tutte quelle del villaggio, seppur costruite con fango e sputo, reggeranno. Noi scendiamo giù in strada dove si è raccolto tutto il villaggio. Si fa la conta e si va a cercare chi non risponde all'appello, tutto a posto.
I papà decidono che non sarà il caso di fermarci a dormire a casa e decidono di andare in cerca di una costruzione in cemento armato per passare la notte.
Una notte lunga, insonne, piena di notizie catastrofiche, di scosse d'assestamento, di improvvisati esperti sismologi, di paura per il vesuvio, passata cercando di avvertire casa, sentendo la radio e provando a far passare il tempo.
Una notte come la stanno passando i poveri cristi colpiti dal terremoto dell'altro giorno, al quale è andato subito il mio pensiero.
Mio padre mi disse non appena fummo sani e salvi: "Dede, dai, un'altra esperienza..." e io risposi: "ne avrei fatto volentieri a meno..."
Coraggio.
messo da: Dedee alle ore 14:29 | link | commenti (4)
nello scaffale: dedee uncut
sabato, febbraio 21, 2009

Il mobile Mongolo

cert detto così è poco politically correct, ma mica è colpa mia se il mobile viene dalla Mongolia. E poi un pezzo d'antiquariato uqi in Australia non è facile da trovarsi, allora ci si arrangia con quello che si trova... immigrati, pure i mobili.. Ma a parte l'epiteto poco carino, il mobile mongolo ci piace proprio, è colorato, allegro e funzionale, e giuro che li vorremo bene come fosse un mobile normale, anche più.
messo da: Dedee alle ore 15:30 | link | commenti (11)
nello scaffale:
martedì, febbraio 17, 2009

Sub prime mood

Non so, forse sarò io, ma mi sembra che negli ultimi tempi ci siamo fatti tutti prendere dal clima depressivo che ci circonda. Voi boreali siete alle prese con un inverno interminabile e freddo, con discussioni su quando sia giusto o meno morire, su quando rimarremo tutti senza lavoro. Noi australi siamo alle prese con incendi devastanti che stanno riducendo il nostro entroterra una distesa di cenere e rottami, con una crisi attesa come l’onda dello tsunami. Ci stiamo un po’ tutti infrangendo contro alcuni sogni? Stiamo invecchiando? Sento un senso di arresa, di sconfitta.
Poche cose ci rallegrano, San Valentino è arrivato e passato, l’Italia ha fatto una figura barbina contro l’Irlanda, il Genoa è nuovamente perseguitato dal Palazzo e Berlusconi è ancora vivo e vegeto ad infierire sulle macerie di quello che fu il bel paese.
Ma che colpa abbiamo noi? Mi sento molto il signor K, accusato ora, da qualche emerito imbecille con una cattedra di economia in un università americana a caso, di non comprare abbastanza e di non contribuire a risollevare l’economia mondiale. E poco conta che gli stessi emeriti cretini qualche mese fa non facevano altro che benedire il libero mercato e il nuovo ordine mondiale.
La democrazia oramai l’abbiamo esportata in Iraq, ma i terroristi sono sempre dietro l’angolo; il nuovo presidente abbronzatissimo sta iniziando a distribuire soldi a muzzo ma sta perdendo un po’ della sua aurea da Salvatore; Cristo e Marx sono morti e neanche io mi sento poi così bene (cit). L'equilibrio fragile su cui si stavano posando i primi anni del nuovo millennio sta finendo e non abbiamo ancora capito da che parte cadremo, nella padella o nella brace? Se avessero ragione i disfattisti, i prossimi post li scriveremo su tavolette di cera, se avessero ragione i pessimisti, finiremo in un nuovo periodo dello yuppismo a là Gegko come nei primi anni '80, tutto fatto di finto ottimismo, spalline rinforzate e musica al sintetizzatore... comunque vada sarà un successo, buon San Remo!

 

messo da: Dedee alle ore 12:26 | link | commenti (1)
nello scaffale: mondo di merda