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Mates

È certificato, questo è un:

lunedì, giugno 08, 2009

il Re è nudo? o era il premier ceco?

Mentre stavo spremendo un paio di arancie per la colazione mi è venuta in mente una domanda: “ma in Italia chi è che comanda?”
No, perchè che sia Berlusconi, mi pare improbabile, troppo preso ad arrangiare processi, dar leggi per se stesso, sistemare la velina di turno, andare in giro a fare figure di merda per il mondo, farsi vedere all’Acquila, organizzare festini in Villa, fare la formazione del Milan, imbonire Vespa in TV, comporre canzoni in napoletano, ecc...
Non che con tutto questo da fare, possa certo rimanergli il tempo per governare il paese, ascoltare chi ha delle proposte, valutare le relazioni sull’economia, la sicurezza, l’immigrazione e la politica internazionale...
Saranno i politici che lo attorniano? I vari ministri? I segretari e i sottosegretari? I sondaggisti?
Perchè vedendo quello che fa il primo ministro quaggiù, non che sia un santo o uno statista perfetto, ma almeno, tutte le volte che lo vedo in TV, parla di politica, nazionale o internazionale, usa parole adeguate alla situazione, non è mai costretto a ritrattare il giorno dopo e non ha una schiera di lecchini che vanno in TV a suonar la sua trombetta...
La domanda mi ha lasciato veramente senza parole, almeno fino a quando non ho dovuto abbassare il fuoco da sotto la padella dove stavo facendo le uova in camicia... giusto il tempo che non mi andasse di traverso la colazione!
messo da: Dedee alle ore 15:44 | link | commenti
nello scaffale: politburo
sabato, giugno 06, 2009

Un essere razionale o presunto tale si comporterebbe diversamente

Non ci sono dubbi la razionalità dell'essere umano è fallace. Ciò si dimostra quando una grande quantità di risorse si utilizza per un risultato minimo. Si dimostra quando dalla teoria alla pratica si compiono compromessi ed errori irrimediabili, quando si perde la visione globale e ci si concentra sul dettaglio, sul soggettivo anziché sull'oggettivo.

Look at me

Due occhi neri, anzi quattro, pieni di affetto incondizionato, senza ne compromessi ne concessioni, si levano verso di te e guardano ben dentro il tuo io, raggiungono con precisione chirurgica quei gangli assopiti e ti riportano con un balzo feroce e repentino ad essere il capobranco. E allora dimentichi subito i massimi sistemi e ti concentri sulla pappa.
Il cane è diverso dal gatto, mentre il primo è automaticamente parte della tua vita, dal primo momento in cui i suoi occhi incontrano i tuoi, il secondo te lo devi conquistare pian piano, il gatto non ama e non si lascia amare facilmente come il cane. Due modi diversi di convivere.
Non a caso i più feroci dittatori e criminali, capaci di uccidere e torturare altri esseri umani, di assopire i propri sentimenti verso i propri figli, genitori e amati, non poterono resistere al fascino animale del cane, mentre altri importanti uomini hanno lasciato lentamente ed inesorabilmente entrare un gatto nella loro vita.
Io che non sono né un grande uomo né un grande dittatore, ho ceduto al lato oscuro delle due principese che, da quando sono costrette a girare come due lampade, per via dell'operazione, fanno ancor più tenerezza.


messo da: Dedee alle ore 10:43 | link | commenti (1)
nello scaffale: dedee uncut, c&c
lunedì, aprile 27, 2009

Ponto mamma, pappa!

Ponto mamma, pappa!Finalmente la risposta alle richieste del vostro neonato che, stanco di piangere ed urlare dalla sua culla, vi potrà dare un colpo di telefono! È nato il Teddyphone (R). La risposta del mercato alle esigenze del poppante moderno.
L'immancabile verrà a presto offerto dalle migliori compagnie telefoniche con diversi piani tariffari:
"ueee": con il servizio di segreteria telefonica gratuito per dirottare le telefonate della mamma quando hai i 5 minuti
"cacca": il numero di emergenza direttamente collegato con la tazza del cesso
"papà2": due numeri di telefono preselezionati, in caso di divorzio
"bimba/o grande":  ricariche gratis ogni volta che non bagni il letto.
"perverso": per adulti disturbati (molto)

Inoltre il Teddyphon (R) arriverà anche in formato conigletto e cagnolino.

Pronti anche i servizi a pagamento:
"tata": una dolce voce che rassicurerà il vostro bambino quando il vostro numero è occupato
"ninna-o": numero dal quale ascoltare ninne nanne di diversi paesi e in numerose lingue
"buona notte": le migliori favole lette dalle migliori attrici italiane (disponibile anche in altre lingue con il contratto - "international baby")
"first touch": racconti erotici (disponibile solo per gli utenti "bimba/o grande" o "perverso")

Correte ad acquistarne uno on-line, non vorrete mica che il vostro piccolo rimanga indietro già dall'asilo nido!
messo da: Dedee alle ore 08:38 | link | commenti (6)
nello scaffale: mondo di merda
mercoledì, aprile 08, 2009

quando la terra tremò

Io ho avuto un'infanzia molto felice, i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare niente, non mi hanno fatto mancare i giocattoli, le settimane bianche, le feste con i compagni d'asilo, il nuoto, il calcio... non mi hanno fatto neppure mancare le rivoluzioni (Iran 1979), le guerre (Iran-Iraq 1983/84) e neppure i terremoti (Irpinia 1980). Non c'è che dire, penso che quando ci trasferivamo da qualche parte i vicini iniziassero a grattarsi, un po' come i parenti della Signora in giallo, che dovunque va ammazzano qualcuno...
Quel giorno eravamo in giro proprio per i paesini dell'Irpinia che da li a poco sarebbero stati annientati dal terremoto, eravamo quasi tentati di fermarci a cenare da qualche parte, ma poi mio padre che il giorno dopo doveva andare al lavoro decise di tornare a casa prima.
All'epoca abitavamo in un palazzone di Pinetamare - villaggio Coppola, un villaggio vacanze costruito abusivamente da un presunto boss della camorra che sarà poi ambientazione naturale del film Gomorra. Abitavamo al quinto o sesto piano, mia mamma era in cucina a preparare la cena, io e mio padre seduti sul divano a guardare la sintesi del secondo tempo di una partita del campionato (che bel quadretto famigliare dei tempi che furono...).
Di punto in bianco la tv smette di funzionare, mio padre pensa al cavo dell'antenna che penzolava sempre da dietro il televisore, non appena si alza per andarlo a mettere a posto, la casa inizia a tremare. La fortuna di avere un padre geometra è che lui se ne intende di costruzioni, e allora ci dice di andarci a mettere sotto la putrella della porta di casa, che è la più resistente. Io ho avuto giusto il tempo di guardare fuori dal balcone la luna che era di color rosso, per me una novità, come il terremoto.
Aspettiamo che la terra finisca di tremare mentre molti si riversano giù dalle scale nel panico.
La casa regge, tutte quelle del villaggio, seppur costruite con fango e sputo, reggeranno. Noi scendiamo giù in strada dove si è raccolto tutto il villaggio. Si fa la conta e si va a cercare chi non risponde all'appello, tutto a posto.
I papà decidono che non sarà il caso di fermarci a dormire a casa e decidono di andare in cerca di una costruzione in cemento armato per passare la notte.
Una notte lunga, insonne, piena di notizie catastrofiche, di scosse d'assestamento, di improvvisati esperti sismologi, di paura per il vesuvio, passata cercando di avvertire casa, sentendo la radio e provando a far passare il tempo.
Una notte come la stanno passando i poveri cristi colpiti dal terremoto dell'altro giorno, al quale è andato subito il mio pensiero.
Mio padre mi disse non appena fummo sani e salvi: "Dede, dai, un'altra esperienza..." e io risposi: "ne avrei fatto volentieri a meno..."
Coraggio.
messo da: Dedee alle ore 14:29 | link | commenti (3)
nello scaffale: dedee uncut
sabato, febbraio 21, 2009

Il mobile Mongolo

cert detto così è poco politically correct, ma mica è colpa mia se il mobile viene dalla Mongolia. E poi un pezzo d'antiquariato uqi in Australia non è facile da trovarsi, allora ci si arrangia con quello che si trova... immigrati, pure i mobili.. Ma a parte l'epiteto poco carino, il mobile mongolo ci piace proprio, è colorato, allegro e funzionale, e giuro che li vorremo bene come fosse un mobile normale, anche più.
messo da: Dedee alle ore 15:30 | link | commenti (10)
nello scaffale:
martedì, febbraio 17, 2009

Sub prime mood

Non so, forse sarò io, ma mi sembra che negli ultimi tempi ci siamo fatti tutti prendere dal clima depressivo che ci circonda. Voi boreali siete alle prese con un inverno interminabile e freddo, con discussioni su quando sia giusto o meno morire, su quando rimarremo tutti senza lavoro. Noi australi siamo alle prese con incendi devastanti che stanno riducendo il nostro entroterra una distesa di cenere e rottami, con una crisi attesa come l’onda dello tsunami. Ci stiamo un po’ tutti infrangendo contro alcuni sogni? Stiamo invecchiando? Sento un senso di arresa, di sconfitta.
Poche cose ci rallegrano, San Valentino è arrivato e passato, l’Italia ha fatto una figura barbina contro l’Irlanda, il Genoa è nuovamente perseguitato dal Palazzo e Berlusconi è ancora vivo e vegeto ad infierire sulle macerie di quello che fu il bel paese.
Ma che colpa abbiamo noi? Mi sento molto il signor K, accusato ora, da qualche emerito imbecille con una cattedra di economia in un università americana a caso, di non comprare abbastanza e di non contribuire a risollevare l’economia mondiale. E poco conta che gli stessi emeriti cretini qualche mese fa non facevano altro che benedire il libero mercato e il nuovo ordine mondiale.
La democrazia oramai l’abbiamo esportata in Iraq, ma i terroristi sono sempre dietro l’angolo; il nuovo presidente abbronzatissimo sta iniziando a distribuire soldi a muzzo ma sta perdendo un po’ della sua aurea da Salvatore; Cristo e Marx sono morti e neanche io mi sento poi così bene (cit). L'equilibrio fragile su cui si stavano posando i primi anni del nuovo millennio sta finendo e non abbiamo ancora capito da che parte cadremo, nella padella o nella brace? Se avessero ragione i disfattisti, i prossimi post li scriveremo su tavolette di cera, se avessero ragione i pessimisti, finiremo in un nuovo periodo dello yuppismo a là Gegko come nei primi anni '80, tutto fatto di finto ottimismo, spalline rinforzate e musica al sintetizzatore... comunque vada sarà un successo, buon San Remo!

 

messo da: Dedee alle ore 12:26 | link | commenti (1)
nello scaffale: mondo di merda
lunedì, dicembre 01, 2008

Dedee per il sociale

ora che si avvicina il Natale tutti ci facciamo prendere dalla tenerezza, dall'amore per il prossimo...e anche da quello per quei meravigliosi cuccioloni messi in vetrina da spregiudicati venditori...
ricordatevi, un cane non è solo per Natale, lo si può cucinare in mille altre occasioni


messo da: Dedee alle ore 20:55 | link | commenti (4)
nello scaffale: telecomunicazioni
lunedì, novembre 17, 2008

Bestemmie

Ieri sera è iniziato il ciclo Kubrik su SBS, e non poteva non iniziare che con "2001 A Space Odyssey". Lo avrò visto una decina di volte ormai, ma mi inquieta sempre e mi fa andare a dormire guardandomi le spalle e accendendo un numero di luci spropositato.
Mentre mi godevo le scene interminabili con le navicelle spaziali e i walzer di Strauss mi sono immedesimato in uno spettatore tipo alla prima visione, che non sapesse che il film fosse di Kubrik (all'epoca già uscito con pezzi da novanta come Lolita e Dott.Stranamore).
Che cosa avrebbe pensato? Entrando in un cinema per vedere un film ambientato nello spazio (siamo nel 1968) si sarà immaginato di vedere alieni verdi, astronavi, i buoni che combattono per salvare la terra, spari che fanno rumore, kaboom! E gli alieni esplodono.
E invece? Intanto inizia che sembra una puntata di quark, ma senza Piero Angela, poi si trova a confrontarsi con il razionalismo e il rigore di Kubirk, nel vuoto non si propagano i rumori, niente suoni, niente Kaboom!
E poi, quelle lunghe scene, costruite alla perfezione, fatte di simmetrie e di giochi di luci, e gli astronauti che si avvicinano al monolito con il sottofondo di un coro che canta una sola vocale... A metà del film è già nel marasma più completo e all'intervallo si compra tre bomboniere sperando in una rapida morte per diabete.
Nel secondo tempo (sull'odiosa abitudine italiana di interrompere i film tornerò un'altra volta, con un mitra semmai) si perde definitivamente, e finisce stremato senza capire se il dottor Bowmann sia vecchio, giovane o bambino.
Se potesse salire sul palco a fine film per partecipare al dibattito, senza dubbio si comporterebbe come Fantozzi ed otterebbe altrettanti minuti di applausi in piedi.
Ma è Kubrik, con entrambe le kappa maiuscole, e allora uscendo dalla sala, si sperticherà in lodi, in commenti estasiati e a chi, in confidenza, gli chiederà se ha capito il senso del film e soprattutto il finale, risponderà come fece proprio Kubrik, dicendo che è troppo soggettivo e che in fondo ogniuno ci vede ciò che vuole, che poi tradotto significa che non ci ha capito un cazzo e che di senso non ne ha alcuno.
Ed è giusto così, quando si guarda un'opera d'arte, non si giudica cosa voglia significare, ma si apprezza solamente l'opera per ciò che è, al massimo si legge su alternativa che cosa realmente l'artista avrebbe realmente voluto dire.
messo da: Dedee alle ore 09:22 | link | commenti (1)
nello scaffale: invettive
martedì, novembre 04, 2008

uno spettro si aggiara per l'america

In tv e sui giornali non si parla d'altro che di queste elezioni, da quasi un anno, quindi, diciamocelo, non vediamo l'ora siano finite!
Se le elezioni americane le vincerà Obama, come molti sondaggi dicono, sarà il risultato che quasi tutto il mondo spera. I leader mondiali hanno mal sopportato l'ignorante ed arrogante politica di Bush e di chi ce lo ha messo, usciti di scena Blair e Howard non rimangono altri ammiratori dichiarati di Bush che saranno pronti a rimpiangerlo. Tutto il mondo spera in un cambio di rotta e vede nel senatore Obama la miglior scelta, a parte Al Qaida che ha espresso il proprio “endorsment” per McCain, non mi pare ci siano molte speranze nella vittoria del vecchio senatore dell'Arizona, il quale, va detto, se vincesse si staccherebbe dalla politica attuale dei Repubblicani, i quali hanno forse fatto pressione affinché egli scegliesse un vice più conservatore... ha scelto la Palin, azzardo mal riuscito, a mio parere.
Guardando l'ennesimo speciale ieri, ho visto grandi code di elettori neri di Obama davanti ai seggi per registrarsi, ai comizi o in interviste in strada, prevalentemente poveri, inculati dalla crisi economica, con un debito sulle spalle, senza lavoro o che rischiano di perderlo a breve, pieni di speranza per il "loro candidato"; mi hanno fatto un po' tenerezza.
Tenerezza come i vecchi elettori del PCI, convertiti a Rifondazione o ai Comunisti Italiani.
Tenerezza perché, purtroppo, anche se vincessero, non cambierà niente della loro condizione, il tanto osannato “change” (digredisco sul fatto che fin ora ogni volta che negli USA ho sentito un nero dire “change we need”, esso voleva degli spiccioli dai passanti) non ci sarà; ovvero, ci sarà, ma non sarà certo quello che loro si aspettano.
Obama nella sua re-distribuzione della ricchezza non darà a chi è nato nei ghetti neri o ispanici le stesse possibilità di chi è nato nella elite bianca (come lui); non darà l'assistenza sanitaria a tutti i cittadini; non terminerà subito le guerre in giro per il mondo: appena sarà al potere ridurrà un po' le tasse al ceto medio, le alzerà un pochino ai super-ricchi, farà qualche cosina, ma si troverà con le mani legate. Legate da un budget in deficit stratosferico, da un'economia che si è messa nella merda con le proprie mani e che stenta ad uscirne, da una macchina della guerra opulenta e avida di miliardi e di corpi, ma sopratutto, le mani gliele legherà il colore della sua pelle, che condizionerà ogni suo atto, ogni sua scelta: perché, lo dico chiaramente, nel bene o nel male, qualunque azione intrapresa da un nero (da una donna, da un disabile o da un immigrato) nell'opinione pubblica ha un peso diverso che se da un uomo bianco sopra i 50 anni.
E quindi tutti quei speranzosi neri poveri che accorrono a dare il loro voto per il cambiamento lo prenderanno in quel posto, tra quattro anni ad andare a votare non ci penseranno neppure, e così, passata la paura i red necks ultra-conservatori si riprenderanno il potere...

messo da: Dedee alle ore 15:50 | link | commenti (3)
nello scaffale: politburo
lunedì, ottobre 20, 2008

ax!

Che l'ascia stesse per cadere lo sapevamo più o meno tutti, 450 in totale, 100 nel nostro dipartimento, ma un conto è quando questi "ridimensionamenti per meglio allineare l'azienda alle esigenze del mercato" avvengono da altre parti, altro paio di maniche quando vedi un paio di colleghi con il plico che il reparto "risorse umane" gli ha consegnato.
C'è chi l'ha presa con filosofia, chi s'è incazzato, chi se l'aspettava e chi no.
Io sapevo già da tempo di essere tranquillo, e a dire il vero questo è forse ancora un momento buono per andarsene (in più con una ricca buonuscita), ma il fatto che i volontari siano stati scelti dal management e che alcuni di essi proprio volontari non lo siano, spaventa un po'. Uno dei miei amici "reso superfluo" ha deciso di tornarsene in patria, gli consiglierei di ripensarci perchè se qui le cose vanno così così, in Inghilterra non vanno certo meglio, ma per ora non mi azzardo a dare consigli, non so come avrei reagito io nei suoi panni.
La cosa che mi da fastidio è che un po' tutti siamo vittime di una crisi nata negli USA dalle scrivanie di un gruppo di finanzieri senza scrupoli che ora sono stati mandati a casa con una liquidazione da far paura e che tra un paio di mesi saranno di nuovo CEO di qualche azienda....
messo da: Dedee alle ore 17:47 | link | commenti (5)
nello scaffale: dedee uncut