

Finalmente la risposta alle richieste del vostro neonato che, stanco di piangere ed urlare dalla sua culla, vi potrà dare un colpo di telefono! È nato il Teddyphone (R). La risposta del mercato alle esigenze del poppante moderno.
Non so, forse sarò io, ma mi sembra che negli ultimi tempi ci siamo fatti tutti prendere dal clima depressivo che ci circonda. Voi boreali siete alle prese con un inverno interminabile e freddo, con discussioni su quando sia giusto o meno morire, su quando rimarremo tutti senza lavoro. Noi australi siamo alle prese con incendi devastanti che stanno riducendo il nostro entroterra una distesa di cenere e rottami, con una crisi attesa come l’onda dello tsunami. Ci stiamo un po’ tutti infrangendo contro alcuni sogni? Stiamo invecchiando? Sento un senso di arresa, di sconfitta.
Poche cose ci rallegrano, San Valentino è arrivato e passato, l’Italia ha fatto una figura barbina contro l’Irlanda, il Genoa è nuovamente perseguitato dal Palazzo e Berlusconi è ancora vivo e vegeto ad infierire sulle macerie di quello che fu il bel paese.
Ma che colpa abbiamo noi? Mi sento molto il signor K, accusato ora, da qualche emerito imbecille con una cattedra di economia in un università americana a caso, di non comprare abbastanza e di non contribuire a risollevare l’economia mondiale. E poco conta che gli stessi emeriti cretini qualche mese fa non facevano altro che benedire il libero mercato e il nuovo ordine mondiale.
La democrazia oramai l’abbiamo esportata in Iraq, ma i terroristi sono sempre dietro l’angolo; il nuovo presidente abbronzatissimo sta iniziando a distribuire soldi a muzzo ma sta perdendo un po’ della sua aurea da Salvatore; Cristo e Marx sono morti e neanche io mi sento poi così bene (cit). L'equilibrio fragile su cui si stavano posando i primi anni del nuovo millennio sta finendo e non abbiamo ancora capito da che parte cadremo, nella padella o nella brace? Se avessero ragione i disfattisti, i prossimi post li scriveremo su tavolette di cera, se avessero ragione i pessimisti, finiremo in un nuovo periodo dello yuppismo a là Gegko come nei primi anni '80, tutto fatto di finto ottimismo, spalline rinforzate e musica al sintetizzatore... comunque vada sarà un successo, buon San Remo!


Guardando l'ennesimo speciale ieri, ho visto grandi code di elettori neri di Obama davanti ai seggi per registrarsi, ai comizi o in interviste in strada, prevalentemente poveri, inculati dalla crisi economica, con un debito sulle spalle, senza lavoro o che rischiano di perderlo a breve, pieni di speranza per il "loro candidato"; mi hanno fatto un po' tenerezza.
Che l'ascia stesse per cadere lo sapevamo più o meno tutti, 450 in totale, 100 nel nostro dipartimento, ma un conto è quando questi "ridimensionamenti per meglio allineare l'azienda alle esigenze del mercato" avvengono da altre parti, altro paio di maniche quando vedi un paio di colleghi con il plico che il reparto "risorse umane" gli ha consegnato.